Pubblicato il: mar, ago 16th, 2011

Informazione drogata: il patto tra un condannato per mafia Miccichè (nel 2005) e l’antimafioso Arnone

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La presentazione del libro “Racconto criminale” è stato il pretesto per compiere le consuete aggressioni nei confronti dei suoi avversari. Giuseppe Arnone, però non ha avuto il coraggio di ripetere al direttore di Grandangolo, in sua presenza, ciò che da giorni, attraverso Teleacras va dicendo. Mansueto come non si era mai visto, esordisce in conferenza con un elogio per il direttore di questo giornale. Incredibile ma vero. La conferenza stampa è andata liscia come l’olio. Arnone ha parlato per quasi 40 minuti, nessuno lo ha interrotto, ed ha deliziato i presenti parlando della libertà di stampa di cui è gravida Teleacras. Poi, ha chiesto la parola il direttore di Grandangolo. Nessun tono alto, nessuna forzatura. Castaldo ha esordito dicendo, tra l’altro, che la presenza di Teleacras a quella conferenza non nasceva dall’esigenza di rendere un servizio giornalistico. Ma, esibendo il contratto sottoscritto tra Arnone e il tre volte arrestato Giovanni Miccichè, padrone dell’emittente televisiva, dall’esigenza dell’emittente tv di non vedersi aggredita in sede giudiziaria e sui media, da Arnone. Niente libertà, dunque, solo sottomissione. Ma appena Castaldo ha tirato fuori dalla borsa i documenti attestanti le condanne di Arnone e il contratto che costringe Teleacras a trasmettere ogni suo respiro, quest’ultimo si è alzato, mentre il direttore di Grandangolo stava ponendo la sua domanda e se n’è andato scatenando il disprezzo di tutti i presenti. Poi, con Castaldo assente, nella sede di Teleacras, Arnone con un coraggio da codardo e con la complicità di Miccichè ha confezionato un’intervista secondo la quale il direttore di questo giornale era nervoso per quanto contenuto nel libro. Per la cronaca va detto che nel corso del suo intervento Franco Castaldo aveva appena detto di non aver letto il libro e che lo avrebbe fatto certamente. Insomma, appena si stava informando l’opinione pubblica del contratto che imbavaglia l’informazione e soprattutto del fatto che Arnone ha sottoscritto quella transazione con un condannato per mafia (era il 2005), quest’ultimo ha preferito dedicarsi ad altro, troncando la discussione e lasciando sbigottiti presenti che hanno vivacemente protestato. Contrariamente da quanto fatto vedere da Teleacras oggi, e cioè le rimostranze di Castaldo verso Arnone, la vicenda è andata esattamente come vi mostriamo in questo video integrale.

 

 

 

24 comments on “Informazione drogata: il patto tra un condannato per mafia Miccichè (nel 2005) e l’antimafioso Arnone

  1. armando on said:

    Ormai le pagliacciate di Arnone non si contano più. L’aspetto più deteriore è il contratto con l’editore di una emittente televisiva, alla quale viene purtroppo lasciata libertà di consumare aggressioni e disinformazione o, forse è meglio dire, “informazione” artatamende distorta. Ma le istituzioni, come possono permettere tutto questo, quando dietro le quinte opera un personaggio implicato in diversi procedimenti, TUTTI DI UN CERTO TIPO?

  2. Stanco di Arnone on said:

    Basta! Siamo stanchi, tutti, da destra e da sinistra, da Nord a Sud, di questo signore che ormai è presente nella vita degli agrigentini tutti dal pulpito di Santa tele Acras…i meno giovani ricorderanno le pillole di saggezza di Padre Mariano negli anni ’60 e ’70…ecco, il Padre Mariano degli anni ’90 – ’00 – ’10!!

  3. riccardo on said:

    La verità è che da tempo Arnone è uno ZOMBIE che si ostina a credere di essere vivo, sol perchè si ostina a parlare in continuazione. La vera CANCRENA AGRIGENTINA è la “nota” emittente televisiva, in mano ad un soggetto che è stato espressione di una certa imprenditoria BACATA, organica all’affarismo più spregiudicato (come è emerso dai numerosi processi a suo carico). E’ ad essa che non si dovrebbe consentire di avere voce.
    Di Arnone, senza quest’ultima, si ignorerebbe perfino l’esistenza.
    Per un gioco,neppure tanto strano, del destino (NUDDU SI PIGLIA SE UN S’ASSUMIGLIA), le considerazioni più degne di nota su Arnone e l’editore di Teleacras, sono quelle che entrambi si sono fatte a vicenda, prima che tra i due RISCOPPIASSE “L’AMORE”, SANCITO UFFICIALMENTE CON TANTO DI CONTRATTO.
    Basta risalire all’nizio degli anni 2000, per assistere alle invettive di Arnone che invocava la chiusura della emittente Teleacras per mafiosità.
    In quella stessa circostanza Miccichè, editore di Teleacras, in una delle sue rare apparizioni sugli schermi della sua stessa televisione, bollò Arnone come politico “finito”, rinfacciandogli che per avere successo in politica ci vuole quel consenso popolare che Arnone, invece, nè aveva nè avrebbe mai avuto.
    Il resto della storia odierna, di due individui che si conoscevano tra loro meglio di chiunque altro, lo lasciamo alla valutazione degli agrigentini e delle istituzi

  4. caro franco questo video conferma tutto quello che sappiamo dell’individuo arnone , finchè parla solo lui tutto va bene appena escono fuori documenti contro di lui il pepepepè si agita pexche sa di non poter rispondere , Caro miccichè e consorte che brutto essere costretti a ricatti da arnone ma che volete farci se eravati con la coscenza pulita certo e che a simili ricatti non aderivate ma essendo LADRI con condanna definitiva dovete sottomettervi al perepepè arnone e come dice riccardo sei hai le p…lle miccichè rimetti in onda l’intervista di arnone quando sbandierava la tua collusione con la mafia e imprecava la chiusura della tua televisione ho detto se hai le p..lle ma siccoma sappiamo della mancanza tua e della tua consorte degli atrributi ,che vuoi farci metti a disposizione il tuo teretano (simbolico) e continua a far comandare il perepepè arnone franco sei sempre un grande che vuoi farci ormai ha capito di essere alla frutta il perepepè arnone e sbraita piu del dovuto

  5. Corrige on said:

    Grandangolo, abbiate però almeno la decenza di dire le cose come stanno… Miccichè è stato assolto in via definitiva in 2° e 3° (fu condannato solo in 1° grado).
    Anche qui vedo che si confezionano artatamente notizie, dicendo solo que che si ritiene opportuno (fra queste cose, andrebbe sottolineato che il contratto obbliga solo Arnone a non attaccare Teleacras, e non il contrario, leggendo scopro che Teleacras non subisce alcuna limitazione)…

    http://agrigento.agrigentonotizie.it/cronaca/processo-tavolino-condannato-salamone-assolto-micciche_6815.php

    • Franco Castaldo on said:

      Ignoto replicante,
      Grandangolo ha decenza da vendere, mettitelo bene in testa. E dice le cose come stanno. Sino ad ora abbiamo detto che il signor Arnone ha sottoscritto un patto, nel 2005, con un condannato per mafia. Sino a qui ci siamo? Obiezioni? Prima domanda: ma perchè Arnone firma un accordo con un condannato per mafia (nel 2005) e che era iniziato verbalmente anche prima? E perchè nel patto trascina anche i suoi amici visto che l’accordo beneficia Legambiente e, supponiamo, anche l’on. Lumia? Legambiente e Lumia sanno che hanno beneficiato di patti siglati, anche in loro nome, con un condannato per mafia? Abbi fede. Resta un attimo in linea che ti stampiamo il contratto in ogni sua parola. Ma non ho finito. Vero: Miccichè è stato assolto in secondo e terzo grado. E io personalmente e Grandangolo lo hanno sempre detto. Ma adesso rifletti: Miccichè è stato condannato per riciclaggio a tre anni di reclusione? E’ stato arrestato tre volte per mafia, riciclaggio e bancarotta? E’ stato assolto per prescrizione dall’accusa di riciclaggio e bancarotta? Sai cosa è il conto all’estero denominato amorù (dedicato a Enza Pecorelli)? Sai per caso se Miccichè quando si è pentito Angelo Siino ha contattato la moglie del collaborante per comunicare che l’avrebbe ricoperto d’oro se avesse taciuto sullo stesso Miccichè e su Salamone? Sai cosa ha scritto la Procura di Palermo su Miccichè a proposito delle sue capacità di inquinamento probatorio? Sono sicuro che non sai. E Grandangolo colmerà queste lacune pubblicando da oggi, e mandando copia all’on. Lumia, a Legambiente e a tutte le testate giornalistiche, i provvedimenti giudiziari riguardanti colui che per bocca di Giuseppe Arnone era un mafio imprenditore. Sai, forse, che Miccichè ha migliorato le sue compagnie incontrado prima il boia di Capaci, Giovanni Brusca (ma anche, ad esempio, Motisi “U Pacchiuni”) ed oggi l’Arnone? Ma c’è di più: a proposito dell’assoluzione di Miccichè. Grandangolo pubblicherà tra poco la sentenza di assoluzione, quella che tu invochi, e la metterà a confronto con quella di Calogero Gueli che tanto ha fatto arrabbiare Arnone. E a te lasciamo il giudizio finale. Abbi fede. Tra poco leggerai qui quello che abbiamo anticipato. E leggeranno anche Lumia, Legambiente e quanti hanno interesse a sapere. Mi dispiace solamente che non chiedi nulla del contratto. Se è lecito o meno. Se può esistere mettendo in vendita l’informazione. A questi quesiti risponderò dal 2 settembre data in cui mi presenterò davanti al Consiglio dell’Ordine dei giornalisti e davanti ai garanti dell’informazione ed editoria. Abbi nuovamente fede. Ti farò sapere. Sappi, e comunicalo a Miccichè (soprattutto) e ad Arnone che, è finita la farsa. La gente ha deciso, grazie a sei anni di Grandangolo. P.s.: da sabato prossimo, comunicalo a Pepè e Miccichè, su Grandangolo, i nuovi (nel senso di quelli che Arnone non ha pubblicato) verbali di Di Gati e degli altri pentiti. Non so se potrai rassicurarlo.

      • Corrige on said:

        Castaldo, ho un numero di anni purtroppo sufficiente per conoscere abbastanza la situazione e per seguire a loro tempo le suddette vicende. Inoltre, la mia laurea e il mio lavoro mi permettono di giudicare il diritto al punto di avere una mia fondata visione delle cose.
        Ciò detto, non le chiedo nulla del contratto perché l’ho letto piuttosto bene (su facebook si trova già integrale). E leggendolo non ho riscontrato illegittimità di sorta. Mi sembra un tipico patto sinallagmatico tra privati che vogliono tutelare ognuno il proprio particulare. Non mi sembra che Teleacras ne esca imbavagliata, anzi, si è liberata dal rischio che Arnone possa danneggiarla, rendendo solo quest’ultimo illimitatamente responsabile. Non mi sembra esattamente “vendita dell’informazione”, semmai una deroga ai principi espressi dalla Legge 8 febbraio 1948, n. 47 e a qualche altra connessa: da operatore del settore, non ho trovato alcuna disposizione che vieti un simile patto. In caso contrario, la invito a rivolgersi alle sedi adatte a riconoscere i presupposti di nullità da lei rilevati, oltre che all’OdG.
        In merito al resto che lei ha detto, so che Miccichè è stato condannato per riciclaggio, ma mi risulta che quella sentenza attenda ancora la Cassazione. Il reato c’è, nulla da eccepire, ma è di natura diversa dalla mafia. In merito alla bancarotta, la questione è un po’ più complessa. Conoscevo molto bene quello che ai tempi era l’amministratore della Banca di Girgenti, Caprioglio, e ho seguito molto da vicino anche quella vicenda: Miccichè e soci risultarono di fatto tutti gabbati da un’operazione di svuotamento delle casse perpetrata dal loro A.D.
        Al tempo, però, secondo il TUF i responsabili erano amministratori e soci. Si era davanti a un tipico caso di probatio diabolica, di cui però la giurisprudenza degli ultimi 15 anni ha fatto esperienza (ce ne sono stati tanti simili nel resto d’Italia in seguito, con le stesse conseguenze per i soci, tanto che abbiamo molti casi di assoluzione a fronte di condanne unicamente degli A.D.). Immaginerà che avere una banca è un vantaggio per tutti i soci, a nessuno di loro fece piacere quella bancarotta.
        Su Angelo Siino penso prenda un grosso granchio, Castaldo, questa nota vicenda non si guadagnò rango di prova, fu asserita da Siino e smentita da Simonetta, non si poteva mica credere sulla parola a tutto quello che affermavano i pentiti.
        Un’altra cosa: su Brusca la sua insinuazione è semplicemente vergognosa, è scritto chiaramente nei verbali del processo che Brusca fece chiamare Miccichè per sollecitarlo del pizzo che la sua grossa impresa doveva pagare.
        Ma con questo chiudo perché non è mia intenzione difendere nessuno dato che, lo dico francamente, non nutro alcuna stima nei mezzi d’informazione agrigentini, non ne vedo uno, dico UNO, in grado di offrire un’informazione limpida e serenamente distaccata ai cittadini. Mi sembra solo il perpetuarsi di una grossa, pietosa guerra tra poveri, una lotta flaccida e senza vincitori.
        Solo qualche singolo riesce a salvarsi, occupandosi coraggiosamente di cultura in una terra sempre più arida in tal senso. Ma si tratta di sparute mosche bianche, che probabilmente vorranno volare via da un posto così ingrato.
        Voglio aver fede, come lei dice, e continuerò a seguire la vicenda. Sperando che si arrivi a toni più corretti e a maggior precisione e imparzialità nel riportare i fatti (da entrambe le parti, dico, ad Arnone avrei molto altro da rimproverare in termini di correttezza e onestà intellettuale).
        Mi faccia sapere, io continuo a sperare in un barlume di positività in questa notte in cui tutte le vacche sono nere.

        • Franco Castaldo on said:

          Io non cestino nulla. Anche questo intervento che evidentemente risente dei troppi anni e giudica vergognoso quanto detto da Siino, e non da me, a proposito dell’ing. Simonetta. Come se fosse solo Siino a raccontare di Miccichè e delle sue intraprese. Metterò in rete tutti i verbali affinchè possa (insieme ai lettori) ricordarsi tutto. Naturalmente l’ignoto replicante non sa chi dava 200 milioni di lire al mese alla mafia (l’Impresem di Salamone – condannato per mafia – e Miccichè assolto ma beneficiario di tutto) e non sa nulla del rapporto della Dia sulle vicende delle stragi Falcone e Borsellino (L’ignoto replicante chiede ed io inevitabilmente rispondo). Metto in rete anche questo scritto per rispolverlarle la memoria). Sulla Banca di Girgenti, le sentenze, Dominion group, Caprioglio e similari, taccio per adesso. Ma non per mancanza di argomenti. Preferisco pubblicare gli atti del processo. Sentenze comprese. Non possiamo lasciare a Miccichè il compito di stampare ciò che vuole. Il mondo e i tempi sono cambiati. Ed anche il giudizio della gente, indipendentemente dalle sentenze con il bollo della Cassazione. Ognuno valuti da solo. Mi dia solo il tempo di metterla in rete. Come metterò in rete la sentenza di assoluzione d Miccichè. Quella per mafia. E’ molto significativa. Quella di Lillo Gueli ostentata da Arnone sembra una barzelletta. Dico questo, e mi fermo solo per adesso, perchè faccio altro oltre che occuparmi di Miccichè, per poi narrarle dei conti amorù, di Brusca, Motisi, Lombardozzi, Siino e Milioti che Miccichè conosce bene e che Lei, così informato dovrebbe (almeno) tenere in mente, per rimarcare che ogni contratto, patto o scrittura privata sono buoni sino a quando non arrecano danni a terzi. Elementare. Non bisogna avere tanti anni sul groppone o essere supercassazionisti. Se è lecito o no lo vedremo da questo momento dato che, senza aspettare il suo suggerimento, ho provveduto a sollevare la questione nelle sedi competenti. Una volta per tutte scopriremo se è lecito il patto sinallagmatico e le relative competenze derivanti da fatturazioni. Converrà che, indipendentemente dal patto sinallagmatico, tenere fuori Miccichè dalle querele o citazioni pur decidendo cosa mandare in onda o meno è una porcheria. Semplicemente. Ed il suo giudizio sarà sempre una porcheria sino a quando non mostrerà nome e congnome. Così tanto per sapere chi spalleggia il tre volte arrestato imprenditore che dovrà spiegare a tutti come ha fatto a cambiare idea sul presidente della provincia D’Orsi. Sul modo di agire di Teleacras, anzi di Miccichè, conservo una registrazione telefonica che spiega quanto ho detto in conferenza stampa, l’altro giorno, a proposito di trappole. Sull’attesa del pronunciamento della Cassazione sulla sentenza di condanna di Miccichè nulla quaestio. E’ un diritto di Miccichè aspettare e un dovere per gli altri, me compreso, evitare facili commenti. Ma questo vale anche per Miccichè che consente, in virtù del contratto, diffamazioni anche rispetto a chi non è stato sfiorato da un processo. E soprattutto vale per Arnone che – le piaccia o no – ha firmato patti scellerati con condannati per mafia. trascinando nei benefici, discendenti da un accordo copn un condannato per mafia l’onorata Legambiente ed amici. Legga il contratto. E’ pubblicato in questo sito. Ed è solo il primo documento che stampiamo. Gli altri verranno pubblicati tutti. Anche per aiutare la sua memoria. Ignoto replicante, si conceda un meritato riposo. Queste regole barbare le ha volute Miccichè, che comunque Brusca, Motisi, Milioti e compagnia cantando ha incontrato e che comunque 200 milioni al mese consegnava proprio all’assassino di Falcone e della sua scorta. Se ne faccia una ragione. Oggi, Miccichè è vittima del sistema che ha sottoscritto per contratto. Ha avuto modo di vedere su Teleacras gli esiti della conferenza stampa di sabato scorso? Bene. Quel giorno è accaduto un’altra cosa. E danno fiato ad Arnone che, pur in presenza di una registrazione audio video, consentono di dire, senza contraddittoriio, una cosa totalmente opposta. C’è il metodo Arnone e c’è il metodo Miccichè. Seguono il metodo Siino. Vuole che Le ricordi di cosa si tratta? E lei lo difende? La differenza rispetto al passato è che la gente si è stufata di Arnone, che vale poco senza Teleacras, e di Miccichè. Se ne faccia una ragione. E se il suo nick non cela Arnone o Miccichè, invio rispettosi saluti.

          • Corrige on said:

            Castaldo, odio autocitarmi, ma riporto quanto scritto da me prima: “non è mia intenzione difendere nessuno”.
            Opporrei ad Arnone quanto detto a lei, con altre argomentazioni di merito, ovvio, ma ugualmente decise.
            In quanto a Miccichè, ho ben altre idee, derivanti da una visione delle cose legata strettamente alla mia professione (l’avrà capito, opero in ambito legale). Ho avuto modo di seguire da vicino le vicende da lei narrate (le assicuro, non da avvocato difensore) e penso che le sue siano soltanto interpretazioni parziali. Resta ferma la soggettività di ogni esegesi, ma io la vedo in maniera diversa e per altri motivi. Miccichè non è un mafioso (e la magistratura lo ha già accertato, e lei dovrebbe evitare quest’atteggiamento berlusconiano nei confronti della giustizia, dovrebbe accettare e avere rispetto per le sentenze che hanno efficacia di giudicato, non riportare solo il frammento che le conviene), è solo un imprenditore fra i tanti che tira per il suo interesse (il pizzo, lei lo sa benissimo, lo pagava qualunque impresa, non piaceva a nessun imprenditore, dunque accantoni l’ipocrisia).
            Ma, come ho già detto, non intendo difendere nessuno: resterò in attesa di ulteriori sviluppi e starò a seguire placidamente la telenovela da casa (alla mia età, capirà, si pensa più alla salute che alle beghe di cortile; non si offenda, per me la questione si sostanzia in più di questo).
            Mi auguro piuttosto che i media agrigentini, Teleacras e Grandangolo inclusi, comincino a offrire un serio servizio ai cittadini.
            Perdoni la schiettezza, non è nulla di personale, come ho già detto non nutro grande stima per alcun mezzo stampa della città, dunque non me ne voglia. Absit iniuria verbis.
            É per questo che non offro il mio nome in pasto, sarebbe passibile di strumentalizzazione e il libero pensiero non dovrebbe mai esserlo.
            Un saluto e buona fortuna a tutti voi.

          • Franco Castaldo on said:

            Facciamo così: sottoscriverei quasi tutto l’intervento che precede. Qualcosa mi fa storcere il muso ma non per questo censuro. Il problema reale è il seguente, con buona pace per Miccichè ed Arnone. Dopo aver sentito quotidianamente Arnone su Teleacras e letto su qualche sito amico straparlare di mafia e antimafia, lasciando perdere le risultanze processuali (se valgono per Miccichè, valgono anche per Lillo Gueli), la questione è questa: moralmente, eticamente, politicamente cosa spinge il preteso antimafioso Arnone, nel 2005, a sottoscrivere un accordo, reputiamolo a tutto concedere lecito, con un condannato per mafia? Io ho ben altri atteggiamenti e sentimenti. Ed anche metri di valutazione distanti anni luce da quelli praticati da Miccichè. Ma bisogna fare i conti non con quanto afferma Arnone che vale meno di zero ma con quanto consente Miccichè. Se Miccichè non è mafioso come dice la sentenza di cui Grandangolo ha sempre dato atto lo è anche Gueli. O no? O per Miccichè la sua sentenza è migliore di quella di Gueli. Grandangolo per evitare confusione pubblicherà a momenti il provvedimento di cattura, la sentenza di condanna e quella di assoluzione relativi alle accuse di mafia a Miccichè. E la confronteremo con quella di Gueli. E lasceremo ai lettori il giudizio finale. Detto questo, ribadisco: Arnone scende a patti con un condannato per mafia. Questo è il problema. Di natura etica, morale e politica. Ed Arnone ha dimostrato di avere scarse attitudini in tal senso come ci ricorda un provvedimento del Gip del Tribunale di Agrigento, Roberto Pilla. Pensi, qualche anno fa e con Miccichè solo indagato per mafia, Arnone accusò l’allora onorevole Scozzari di avere rapporti con presunti mafiosi (Miccichè appunto). Questo critichiamo e non smetteremo mai di farlo. E questo deve sapere Miccichè. Con tanti saluti di Giovanni Brusca.

          • Corrige on said:

            (ovviamente sono d’accordo sulla pubblicazione delle sentenze. É il miglior strumento di verità di cui disponiamo)

        • scioccato on said:

          e allora secondo lei il povero miccichè era vittima della mafia e dei mafiosi?… poverino…chissà quanto avrà sofferto…siamo tutti vicini a lui speriamo che si riprenda presto, da quelle atroci esperienze…

  6. stanco di teleacras on said:

    arnone è inesistente se non fosse per la nota emittente televisiva che lo tiene in vita…il contratto stipulato con teleacras è una vergogna, anche se i titolari di teleacras ormai non si vergognano più di nulla…la coppia più spregiudicata della città ha troppi scheletri nell’armadio e arnone li conosce bene….che schifoooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  7. Mario on said:

    Chi replica senza conoscere i fatti e soprattutto i misfatti non credo proprio sia in buona fede. Il solo fatto che Castaldo pubblichi TUTTI i commenti anche quelli contro se stesso è indice di serietà e trasparenza, al contrario di altri che tacciono o fanno finta di niente. In questa città a forza di far finta di niente ci ritroviamo quotidianamente con Telearnone. Una televisione che fà informazione dovrebbe dare spazio di replica tutti, Arnone si limita ad attaccare tutti e a garantirsi il diritto di non replica, troppo facile. Se veramente Arnone non ha nulla da temere perchè durante la conferenza stampa del suo libro non ha fatto finire l’intervento a Castaldo e successivamente replicava? Probabilmente sapeva bene di non poterlo fare e a preferito scappare, perchè Teleacras non smentisce Castaldo? Probabilmente semplicemente perchè non può.

  8. Marie-Jeanne Atanasia on said:

    Lettera aperta a Giovanni Micciche’ Teleacras:
    Gentile Giovanni, quando Tu mi hai ricordato del intervento del Papa ad Agrigento io ci ho creduto in Te & ci voglio credere ancora, xchè una parte Importante della mia Missione è Intervenire per il Bene & ho sentito che anche Tu volevi lavorare per il Be…ne, non inganannando nè me, nè altri & nè Te / Voi stessi, ma Veramente per il Bene. Un Bel Uomo Forte dovrebbe lavorare Solo per il Bene & dare Buon esempio anche agli altri, xchè solo il Bene porta Felicità :) Per una Buona Collaborazione per la Sicilia, MJ A.

    • tutto ok on said:

      cara marie-jeanne ma ti ha detto veramente che voleva lavorare per il bene?????…di chi????…della collettività????? ti ha parlato anche del Papa?????……leggi attentamente il commento di franco castaldo indirizzato ad un ignoto replicante, e capirai tante cose…un abbraccio

  9. Marie-Jeanne Atanasia on said:

    non me l’ha detto ma me l’ha lasciato credere, citandomi l’intervento del Papa ad Agrigento “Mafiosi Convertitevi !”

    • tutto ok on said:

      vabbè naturalmente scherzava, e tu ci hai creduto…

      • Marie-Jeanne Atanasia on said:

        Nzu.

        • Marie-Jeanne Atanasia on said:

          oppure: lui me lo voleva far credere, cioè ingannare; mentre io, come l’alchemista, volevo trasformarlo in Bene o disarmare.

          • Marie-Jeanne Atanasia on said:

            Secondo la convenzione di Ginevra & lo statuto ONU 3i rispettivamente ONU possono & devono intervenire quando la nazione stessa non riesce a risolvere da sola: quindi ci sarebbe da chiedere l’intervento ONU in Sicilia contro la mafia (come anche nei altri paesi del mondo e contro le loro diverse organizzazioni criminali).

  10. Marie-Jeanne Atanasia on said:

    Mi danno Tanto fastidio i “cattivi” che si pensano pure “furbi” & credono di ingannare gli altri: in realtà ingannano soltanto se stessi.
    C’è però anche chi Veramente riesce a trovare “Il Coraggio di Cambiare”.

  11. Marie-Jeanne Atanasia on said:

    ma un contratto si deve poter sciogliere se alla base amorale; & anche da interventi di 3i: paragonate alla convenzione di Ginevra & agli statuti ONU, secondo i quali 3i possono & devono intervenire :)

  12. tanelli on said:

    ma vorrei proprio sapere o meglio domandare a corrige :ki è il tuo pusher?….i fatti veri e reali sono questi c è poco d scavare!! incredibile è come dire Zambuto è il miglior sindaco d Italia …mi scusi corrige ma è proprio così….senza parteggiare x nessuno….lo scandalo è che c è ancora gente(?) che lo difende(?)…forse…

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