“Inquinamento e distruzione”, sigilli al “Sikania Resort” tra Licata e Gela

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“Inquinamento e distruzione”, sigilli al “Sikania Resort” tra Licata e Gela

di Redazione
Pubblicato il Gen 17, 2018
“Inquinamento e distruzione”, sigilli al “Sikania Resort” tra Licata e Gela

Inquinamento ambientale, distruzione e deturpamento di bellezze naturali. Con queste accuse la Guardia di finanza di Gela ha sequestrato il Sikania Resort di Butera, su provvedimento del Tribunale della Procura di Gela, chiesto dal Pm Ubaldo Leo.

Accertate violazioni alle prescrizioni inserite nelle concessioni rilasciate sia dal Comune di Butera sia dall’assessorato regionale Territorio e Ambiente. L’autorita’ giudiziaria ha individuato un amministratore giudiziario che avra’ il compito di gestire la struttura alberghiera fino all’attuazione delle prescrizioni imposte. In particolare gli inquirenti hanno accertato come la realizzazione dell’area balneare del villaggio turistico sia avvenuta in violazione delle prescrizioni molto stringenti poste alla base delle concessioni poiche’ il sito interessato e’ ricadente all’interno di un’area sottoposta a vincolo naturalistico, con il divieto di alterare l’equilibrio generale dal punto di vista floro-faunistico e paesaggistico e quello di preservare le caratteristiche formazioni dunali. La struttura, inizialmente, gestita dalla Falconara srl, fu poi data in affitto, nel 2014, alla Eden srl di Pesaro. Denunciati i due legali rappresentanti delle societa’, rispettivamente Pietro Franza e Nardo Filippetti.

Gli accertamenti svolti (raffronto delle immagini satellitari rilevate dal 2006 ad oggi, esame delle planimetrie progettuali acquisite presso l’assessorato regionale e l’ufficio del Demanio marittimo di Caltanissetta, rilevamenti fotografici aerei) hanno permesso di accertare come, nel corso degli anni, il cordone dunale preesistente, la cui altezza in alcuni punti raggiungeva anche diversi metri e il cui andamento risultava continuo nel suo sviluppo longitudinale, fosse stato completamente spianato in corrispondenza della struttura alberghiera retrostante per ampliare, arbitrariamente, l’area destinata allo stabilimento balneare e come, le prescrizioni imposte dalle autorita’ competenti per la sua tutela, fossero state completamente ignorate. L’attivita’ e’ stata supportata da una perizia tecnica richiesta dall’autorita’ giudiziaria al fine di valutare la gravita’ dell’impatto ambientale. La valutazione dei consulenti ha escluso la possibilita’ di un danno irreparabile, per questo motivo i reati contestati non sono di piu’ grave entita’ e soprattutto l’attivita’ del villaggio turistico e’ stata affidata ad un amministratore giudiziario che curera’ l’aspetto delle bonifiche necessarie. Questa nomina permettera’, qualora venga ripristinato lo stato dei luoghi nel rispetto delle prescrizioni imposte dalle concessioni, la normale operativita’ della struttura.


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