Internet: strumento di informazione libera e propaganda immensa, come lo usiamo?

Internet: strumento di informazione libera e propaganda immensa, come lo usiamo?

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Grazie all’avvento e alla diffusione dei dispositivi mobili, un bambino nell’Africa odierna ha accesso a più informazioni del Presidente degli Stati Uniti di 15 anni fa.

Questa è solo una delle statistiche che dimostrano la diffusione degli smartphone.

Questi piccoli dispositivi hanno creato una letterale dipendenza negli esseri umani, tra social network, App e la possibilità di fare una “domanda” su Google ed ottenere la risposta su tutto.

Il che mi fa pensare visto che fino a poco tempo fa anche l’occidente non aveva accesso ad una informazione libera del tutto, ed ancora oggi si fa fatica ad avere accesso alle informazioni più confidenziali, anche nei casi che cercano di prevenire attacchi terroristici.

Durante il referendum, cosidetto “delle trivelle”, l’unica città siciliana a raggiungere il Quorum è stata Sciacca e non è un caso che Sinistra Italiana l’11 aprile ha condiviso un video su Facebook per invitare la cittadinanza a votare “si” proprio di fronte al bellissimo mare di Sciacca, un video semplice, ma di impatto perchè cirscoscritto ad una stretta realtà territoriale condito infine da uno  volto politico, ma genuino.

Internet è uno strumento di informazione libera e propaganda immensa.

Mi chiedo però se di questo strumento e delle sue possibilità ne stiamo facendo un uso corretto o se lo stesso, nelle nostre mani, sia più distruttivo di quello che sembra.

La verità è che oggi non siamo più persone, siamo utenti che hanno un prezzo attraverso i clic, purtroppo anche nei casi dell’informazione.

Nell’ultimo periodo abbiamo visto aumentare esponenzialmente le bufale e non sono mancati i casi in cui queste sembravano notizie vere creando una vera e propria devianza della realtà.

A me piace definire chi specula su questo tema “assassino dell’informazione pubblica”.

Ovviamente oltre le bufale ci sono tantissime testate giornalistiche serie che, attraverso Facebook, condividono continuamente notizie ed approfondimenti su tantissimi argomenti.

La cosa bella è avere la possibilità di sapere, conoscere ed essere più responsabili nelle nostre scelte dall’università al lavoro alla politica fino alla moda, la tecnologia e le principali tendenze.

Insomma abbiamo accesso all’infinito e il concetto ci sembra talmente semplice solo ed esclusivamente perché l’utilizzo e l’accesso è facile ed intuitivo.

Il punto della mia riflessione è dunque, uno strumento qualsiasi, per quanto intuitivo non significa che non necessità di una riflessione adeguata sull’utilizzo ed ovviamente con questo non voglio intendere che bisogna utilizzarlo come esclusiva fonte di aggiornamento professionale, poichè il bello di internet è anche l’intrattenimento.

Il problema risiede quando crediamo che l’intuito ci permette di definirci informati perchè quello che sta accadendo è che le bufale diventano notizia ed un “Meme” o una immagine, che fa riferimento ad un argomento, si trasforma in fonte di informazione.

Siamo arrivati al punto che leggere un paio di Tweet in trend topic ci faccia credere di essere preparati su un argomento e di saperne parlare.

Questa mancata voglia di approfondimento genera ignoranza, mancanza di competenze ed una sorta di disagio sociale che dovrebbe avere come punto di partenza la voglia di migliorarsi per davvero e, di certo, la strada per farlo non è quella che stiamo prendendo.

 Il motivo? Nessuno ne parla.

Piero Frenna
Piero Frenna

 Piero Frenna

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