Pubblicato il: dom, mag 27th, 2012

Intervista al bomber dell’Akragas Gennaro Marasco

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Era il 16 Dicembre quando l’Akragas ufficializzò il tuo trasferimento ad Agrigento. Dopo un inizio non facilissimo, dovuto magari alla tua condizione fisica non perfetta, sei diventato adesso oltre che il leader in campo anche il vero e proprio beniamino dei tifosi. Quali sono state le tue prime sensazioni quando sei arrivato ad Agrigento?

“ Bisogna fare una premessa. A giugno ero un calciatore della Lucchese in C1 ma avevo ben 4 giornate di squalifica da scontare. La Lucchese , purtroppo, ha avuto problemi societari ed è fallita e così mi sono ritrovato senza squadra. Ho deciso, allora, di andare a Battipaglia e accasarmi con la Battipagliese con l’unico scopo di scontare queste giornate di squalifica in quanto i piani societari e del presidente non erano del tutto chiari. Nonostante tutto feci 2 gol in sole 3 presenze. E’ poi arrivata la chiamata dell’Akragas e ho accettato senza neanche pensarci troppo in quanto ero già a conoscenza sia del progetto tecnico di alto profilo sia  del “calore” dei tifosi verso questa squadra. Inizialmente non è stato facile. Avevo bisogno di giocare 2-3 partite consecutivamente per poter recuperare il mio stato di forma ma l’allenatore,con cui non andavo molto d’accordo, (Peppe Raffaele) non era del mio stesso parere e preferì non dare continuità rallentando così il mio recupero. Tutto è cambiato con l’arrivo di Montalbano che mi ha dato la possibilità di giocare subito e farmi sentire la sua fiducia, cosa fondamentale per un calciatore. Il fatto di diventare il beniamino della tifoseria è un grande piacere per me ma sono sempre stato consapevole dei miei mezzi e delle mie qualità. Del resto dieci anni di Serie C non si fanno per caso ed ero sicurissimo che , con il tempo, sarebbero emerse le mie potenzialità e non avrei deluso la piazza e la società.

Ricordi il primo contatto con la dirigenza dell’Akragas? Raccontaci qualche retroscena del tuo trasferimento.

“Erano circa le 23 quando squillò il mio cellulare. Al telefono era il direttore sportivo dell’Akragas con il quale iniziai  a chiacchierare tranquillamente. Avevo fin da subito capito la serietà e la voglia di calcio che c’era sia nella Società sia in Città. Ho deciso in pochi minuti di accettare e il giorno dopo presi il primo aereo e arrivai ad Agrigento. Nel pomeriggio ero già un giocatore dell’Akragas.

L’Akragas è una società dal passato glorioso ma da più di 10 anni non riesce ad abbandonare l’Eccellenza. Adesso si ha veramente l’occasione concreta di poter realizzare questo sogno. Gennaro Marasco è un vincente,parla la sua storia per lui: quali sono gli ingredienti per centrare la promozione in Serie D che manca da troppi anni ad Agrigento?
“Lavoro,lavoro,lavoro. Poche chiacchiere e tanta concentrazione in allenamento così come in partita.”
Avendo girato tante squadre sarai sicuramente abituato ai continui cambiamenti. Quando sei arrivato ad Agrigento chi fra i tuoi compagni ti ha aiutato di più ad ambientarti? E , in particolare, hai stretto delle vere e proprie amicizie all’interno della squadra o il rapporto si limita a quello professionale?

“Devo dire che con Stefano Piazza ho subito legato e si è creato col tempo un sincero e ottimo rapporto di amicizia. Molte volte è capitato di uscire insieme in giro per Agrigento. Con gli altri miei compagni siamo affiatati. Diciamo che più che amicizia, che è un valore indispensabile nella mia vita, si è creato un rapporto di complicità, caratteristica che non deve mai mancare all’interno di uno spogliatoio.
Gennaro Marasco , una volta terminato il suo “dovere” da calciatore, che tipo è? Ti piace vivere appieno la città e, in questo caso, ti domando la tua impressione di Agrigento Città,oppure sei un tipo da lavoro e casa”?

Preferisco concentrarmi al massimo sul mio lavoro. Finiti gli allenamenti mi dedico alla famiglia e torno a casa dove trascorro il tempo con la mia compagna. Sono un tipo lavoro e casa ma , ovviamente, non sono mancate le occasioni per visitare la bellissima città di Agrigento.”

Il 3 giugno, data della semifinale nazionale play off, si avvicina sempre di più. Ad Alcamo purtroppo ti sei infortunato dovendo uscire addirittura prima della fine del primo tempo. Quante possibilità ci sono di rivederti in campo per la sfida contro il Real Metapontino?

Le possibilità di essere in campo per la semifinale di andata del 3 giugno allo stadio Esseneto ci sono. Ma , come quasi tutti i calciatori, sono scaramantico e quindi non voglio rompere di certo io questa tradizione. Ma sono fiducioso.”

La gente ha capito il tuo valore e molti si chiedono dove sarà il tuo futuro. Quali sono le percentuali di rivederti, l’anno prossimo ,vestire la casacca biancazzurra? E’ una scelta che dipende dal raggiungimento della Serie D?
“Oggi sono un giocatore dell’Akragas e  non penso al futuro ma solamente a raggiungere la Serie D con questa maglia. Adesso più che mai è un obiettivo vicino e quindi penso solo a questo. Il futuro si programmerà solo dopo questi importanti impegni.”
Ti ringraziamo per la disponibilità augurandoti , in ogni caso, il meglio sia come calciatore che come uomo. Ci lasciamo con la possibilità di rivolgere ai tifosi e a tutta la gente che ama l’Akragas un appello da parte tua: Cosa ti senti di dire ai tuoi tifosi che, oggi più che mai, stanno cavalcando un bel sogno che speriamo si possa realizzare?
I tifosi dell’Akragas si sono dimostrati il nostro dodicesimo uomo in campo fino a questo momento. Quindi chiedo loro di sostenerci al massimo come hanno fatto finora e lottare insieme a noi per portare l’Akragas in Serie D.”

 

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