La bellezza ai tempi del rigassificatore

La bellezza ai tempi del rigassificatore

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Foto in mostra

Francesco Novara, dal 9 luglio espone presso le Officine Culturali Small di Agrigento di cui è presidente Gioele Farruggia, una selezione di scatti dedicati al tema “La Bellezza che R-Esiste”, con testi di commento curati da Giada Attanasio.
Gioele Farruggia e Francesco Novara con il nostro Diego Romeo
Gioele Farruggia e Francesco Novara con il nostro Diego Romeo
Altra immagine
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“Dopo l’esposizione di dicembre al Castello Chiaramontano di Favara – scrive la presentatrice della mostra – Francesco Novara propone nuovamente i suoi scatti che rappresentano la ricerca della bellezza presente nell’arte, nella natura, nelle fatiche umane. Si tratta di una bellezza così intensa da essere capace di resistere ad ogni sforzo, ad ogni sofferenza, ad ogni pericolo; è la bellezza di un insetto predatore , che si difende da tutto tranne che dall’obiettivo del fotografo; è il fascino nascosto di uno sguardo umano, è il dolore che diventa bellezza, è l’enigma irrisolto dell’infinita bellezza che esiste e r-esiste, nonostante tutto”.
Lo scorso anno, Novara, ha esposto a Castelvetrano nella Chiesa del Purgatorio, con una retrospettiva dedicata alla bellezza della sua città. I suoi scatti dedicati ad Agrigento Medievale sono esposti presso il Museo Diocesano di Agrigento.
Cosa ti aspetti che ti possano rispondere i visitatori della tua mostra per una bellezza che ad Agrigento, per non andare lontani, giustamente resiste nonostante tutto Anche alle possibili bombe sotto i templi.
“Si, è una bellezza che resiste contro tutto quello che stiamo vivendo, che non tiene più in gran conto quanto abbiamo e si svolge in qualsiasi ambito sotto i nostri occhi. Forse è una mostra che vuol andare controcorrente e invocare che la bellezza ci salvi”.
Quindi suggerire di andare controcorrente. In una città come Agrigento rappresenta un handicap?
“Evidentemente si, stimolare, ricordare il troppo cinismo che c’è in giro. Anche Dostojevskji ammoniva “la bellezza ci salverà” e si potrà affrontare meglio una realtà che sta diventando troppo cinica. Il titolo della mostra vuol portare l’attenzione su questa realtà”.
Giada Attanasio
Il titolo è tratto da una tua poesia che fa “partigiana”, solitaria combattente, la bellezza con quel trattino sul verbo “r-esiste”. Persino la “brutta bellezza” e decadenza del nostro centro storico è tutta da discutere.
“La vera bellezza sta proprio nella decadenza perché dalla decadenza si trae la forza per resistere e per andare avanti. Le foto di Francesco Novara commentano e vogliono sottolineare come in ogni cosa e atto umano ci sia del bello. Questa mostra è solo una parte della raccolta per immagini, il significato è proprio questo : che spesso noi pensiamo che sia bello ciò che noi abbiamo decorato, abbellito quando invece quello che è veramente importante è ciò che di bello c’è nell’essenza di ogni cosa”.
In una città come la nostra, dove ci sono tanti artisti e quindi rapaci del bello, (mai chiamarli intellettuali, è una offesa) che si ritrova a controbattere il potere di politici e sindacalisti (ma anche una maggioranza di città, non dimentichiamolo, che propende per il rigassificatore,) che risposta viene data per la possibile bomba sotto i templi, in nome di altre esigenze che rispondono alla imprecazione “ci prendono per fame!”? Me lo chiedo anch’io, come cronista, val bene ancora utilizzare parole e accenti “liberali”?
“Probabilmente continuando a sollecitare verso la bellezza potremmo far cambiare idea a chi vuole spingere Agrigento verso una direzione diversa che potrebbe risultare lesiva. Propendo per questo piccolo messaggio della bellezza”.
Francesco Novara
“Forse gli artisti sono un po’ folli e però vuol dire che ci crediamo ancora e continuiamo ad essere positivi e costruttivi. E’ il mio modo di pensare, quello di far crescere cose positive e a farle vedere. Il lavoro è immane però secondo me se non lo facciamo noi, chi lo deve fare? Nella mostra esposta al Museo diocesano siamo andati a cercare immagini della nostra storia che ha sorpreso molti visitatori che non sapevano dell’esistenza di certi nostri tesori d’arte”.
Però la politica, da noi scelta, decide a suo modo , il toro per le corna non riusciamo ancora a prenderlo e molti politici si avvalgono della facoltà di non rispondere. Quanto durerà?
“Questo purtroppo è un argomento evidente e c’è poco da commentare. Noi continuiamo a mantenere l’ottimismo e questa offerta di ricerca della bellezza”.
Mi auguro che un giorno o l’altro si possa organizzare una “Agrigento manifesta” con poche infiltrazioni e più determinante. C’è speranza che questo accada o siamo ancora troppo “parrocchiali” o settari?
“Questa divisione c’è, ci stiamo lavorando ma è difficile. Nella migliore delle ipotesi siamo arrivati alla seconda riunione, però poi le divisioni prevalgono e si ritorna al punto di partenza, la politica”.
Concezione che va corretta, è uno dei mali da abbattere.
“Esattamente, è uno dei mali più difficili da abbattere”.
Gioele Farruggia presidente Smal officine
Quindi non ci rimane che “la partigiana”, resistente bellezza agrigentina. Tutti gli altri rischiamo di apparire dei “repubblichini di Salò”.
“La nostra città è ricca di contraddizioni, il lavoro che facciamo noi vuole dimostrare l’analogia che esiste tra estetica e morale. Una città che si fa bella dimostra vitalità culturale ed elevata moralità nella gestione della cosa pubblica. Ad Agrigento questo è mancato per molto tempo e la mostra sulla bellezza che resiste conferma la voglia di portare il concetto di bellezza al centro della vita pubblica. Le contraddizioni, certo, sono infinite e molto spesso rischiano di mettere in ombra alcune considerazioni che dovrebbero invece ricoprire un ruolo di primo piano. Dobbiamo ricostruire le nostre priorità e fra queste la tutela e salvaguardia del territorio, del patrimonio artistico e architettonico che rende Agrigento quella che è, una città con duemila e cinquecento anni di storia. E su queste bellezze continuiamo a dire di voler costruire il nostro futuro.“

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