Pubblicato il: lun, dic 19th, 2011

La Digos stronca Moncada: “Fa parte del sistema di malaffare”

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Si è creata molta confusione tra i lettori di questo sito, in relazione alle notizie pubblicate solo (e ribadiamo, solo) da Grandangolo – il giornale di Agrigento –  sull’imprenditore Salvatore Moncada, che appena sabato scorso ci ha dedicato una citazione affatto benevola, in linea con il personaggio, nel corso della sua conferenza stampa tenuta sul tema del turismo. Le anticipazioni del giornale cartaceo, come da prassi, sono state scambiate per attività anti-Moncada. Naturalmente le cose non stanno così. E, tenuto conto che il giornale cartaceo è andato esaurito, stampiamo qui il pezzo principale del numero 50 in modo tale che ognuno possa farsi l’idea che meglio crede. Naturalmente, su questi temi,

“L’indagine sul consigliere comunale di Agrigento Maurizio Calabrese, scontro durissimo con il re dell’eolico Totò Moncada, ha aperto altri fronti investigativi. Uno in particolare riguardava proprio l’imprenditore mecenate originario di Aragona. Sul suo conto scrivono Digos e Squadra mobile di Agrigento: “L’attività investigativa evidenziava, altresì, il ruolo ambiguo e non certamente limpido e trasparente, non esente da responsabilità penali dell’imprenditore Salvatore Moncada: si ritiene, invero, che ad esito delle operazioni svolte, si possa senz’altro affermare che il medesimo se da un lato lamenta, probabilmente a ragione, le azioni di ostruzionismo poste in essere dalla burocrazia e dalla classe politica che ne intralciano il compimento e la realizzazione delle proprie iniziative imprenditoriali, dall’altro appare anche acclarato che il medesimo Moncada, avvalendosi soprattutto dell’ingegnere Alfonso Miccichè, suo uomo di fiducia, oltre che politico, in quanto consigliere comunale di Cammarata, appartenente all’Udc, risulta abbastanza inserito nei gangli delle amministrazioni pubbliche e della politica, tenendo contatti diretti con sindaci (con taluni dei quali sembra condividere anche rapporti di cointeressenza) ed altri esponenti politici, muovendosi con notevole dimestichezza e praticità all’interno dei meccanismi degli apparati burocratici. Infatti, è convincimento di questi Uffici, che in detto contesto di malaffare diffuso all’interno del comune dì Agrigento ove si intrecciano rapporti dì cointeressenza tra politici, a prescindere dalla loro appartenenza e funzionari comunali, entrino a pieno titolo anche imprenditori (come Moncada) che, al fine di ottenere agevolazioni e accelerazioni delle procedure relative agli iter burocratici connessi al rilascio di concessioni e/o autorizzazioni riguardanti proprie iniziative progettuali, non esitano ad offrire qualsivoglia tipologia di corrispettivo (assunzioni, somme di denaro o altre utilità). Detto atteggiamento di Moncada emerge con chiarezza dall’indagine sopra riportata ed anche dalle sommarie informazioni rese a questi Uffici, allorquando il medesimo affermava che nel territorio agrigentino è consuetudine la richiesta di assunzioni a seguito della chiusura di un iter amministrativo positivo da parte della classe politica, riferendo, altresì, di avere provveduto all’assunzione dell’individuo segnalato da Calabrese, per soddisfare una richiesta del medesimo, anche perché temeva che, ove si fosse rifiutato, il consigliere comunale, nonché presidente della commissione urbanistica, avrebbe potuto ostacolare, sfruttando detto incarico, le altre iniziative imprenditoriali in corso della propria azienda. Lo stesso Moncada chiariva che anche in passato aveva ricevuto segnalazioni di assunzioni di personale da parte di altri soggetti, ma in quel caso, ad assunzione avvenuta, veniva informato da Calabrese, che il neo assunto non si sarebbe presentato al lavoro, ma che aveva la necessità di figurare come assunto, per la durata di almeno dodici mesi, precisando che, sebbene avesse la piena consapevolezza dell’irregolarità di quanto stesse avallando, aveva preferito non denunziare, per timore che le iniziative imprenditoriali future del suo gruppo venissero boicottate o, quantomeno, ostacolate. Ciò è assolutamente esemplificativo del “modus operandi” esistente all’interno degli uffici comunali e delle prassi ampiamente consolidate e diffuse in detto ambito. Si precisa, ancora che il gruppo facente capo a Moncada sembra non avere abbandonato l’idea dì realizzare l’aviopista, come si evince dalle conversazioni intercettate dalle quali emergerebbe che il medesimo ha concluso l’affare per l’acquisto dei terreni ove dovrebbe sorgere la struttura e, pertanto, il medesimo potrebbe anche nell’immediatezza venire a contatto con i personaggi operanti all’interno del comune capoluogo, perpetuando quel sistema illecito e di malaffare esistente all’interno degli uffici comunali e descritto dallo stesso imprenditore. Moncada, avvalendosi dell’ingegnere Miccichè, suo braccio operativo negli ambiti burocratici regionali e locali, tutto sembra essere, tranne che vittima di un sistema di malaffare diffuso, anzi ne sembra essere partecipe, tenendo condotte che non appaiono pienamente limpide ed immuni da censure, approcciandosi con la pubblica amministrazione e con la classe politica con metodi che, ad avviso di questa polizia giudiziaria, non appaiono esenti da responsabilità. Il continuo e ripetuto ricorso, da parte di Moncada, alla minaccia dell’esposto all’Autorità Giudiziaria ovvero alle Forze di Polizia, per denunciare le azioni ostruzionistiche e le condotte volutamente omissive poste in essere in suo danno dalla classe politica ovvero dalla burocrazia appare più un mezzo per intimorire gli amministratori e/o i funzionari, che un vero e proprio anelito di giustizia. Alla luce di quanto sopra evidenziato, appare assolutamente fondata l’ipotesi investigativa secondo la quale, all’interno del comune di Agrigento, operi un sistema di diffuso e radicato malaffare concretizzatosi nella realizzazione di una vera e propria organizzazione criminale che vedrebbe protagonisti e compartecipi esponenti politici e  funzionari comunali, i quali sfruttando il ruolo e gli incarichi ricoperti, indirizzerebbero le scelte politico amministrative dell’Ente, verso lucrosi interessi personali ed illeciti, ciò con la compartecipazione di imprenditori di altrettanta dubbia moralità”. (da Grandangolo 50 del 17 dicembre 2011)

13 comments on “La Digos stronca Moncada: “Fa parte del sistema di malaffare”

  1. simona on said:

    Non hanno proceduto contro MONCADA, perchè sicuramente non c’era nulla di concreto e di penalmente perseguibile, perchè allora questi titoli ambigui da parte della redazione di Grandangolo? Abbiamo interessi diversi dal dare la semplice notizia? Il dubbio è la regola in questo caso.

    • Franco Castaldo on said:

      Il titolo è sicuramente meno afflittivo rispetto a ciò che scrivono Squadra Mobile e Digos. Giri alla Questura il suo dubbio che ci sembra regola solo per lei. Non sappiamo se le indagini sono chiuse. Non abbiamo interessi diversi. Anzi, non abbiamo interessi.

  2. simone lo bruno on said:

    sono sconcertato ma ho sempre diffidato di chi si professa duro e puro ottenendo cose che ad altri sono state SEMPRE negate, e moncada non mi è mai sembrato diverso, dispiace per chi sostiene il contrario ma i fatti sono questi. poi il penale è altra cosa, ognuno si faccia l’idea che vuole.

  3. arnoneperso on said:

    come ha fatto ad essere completamente fuori da qualsiasi lavoro dal 1992 epoca di tangentopoli e poi una risalita che ha fulminato i “PIU’ BRAVI” arrivando a miliardario all’improvviso. Ripetiamo Come avrà fatto?

  4. Manuele on said:

    Sono d’accordo con Grandangolo e con Franco Castaldo ( ma davvero siete fratelli con Lelio ?? ).
    Moncada e` diventato Miliardario ( o milionario…) in una Provincia dove nessuna attivita` sfugge al controllo della Mafia e/o della Politica . Che Moncada sia duro e puro mi e` sempre sembrato poco credibile. In ogni caso Grandangolo ha semplicemente riportato una nota della Squadra Mobile e non ha elucubrato su semplici illazioni. Delle due , una : o Moncada ha il Classico “cravuni vagnatu” e vede streghe ovunque o, piu` semplicemente, non vuole che si pubblichi nulla perche` vede nella Liberta di Stampa un nemico . D’;altronde in Sicilia tutti sono abituati a farsi i c***i loro in barba alle regole e il Volgo deve solamente tacere , annuire e farsi schiavo dei potenti. Bravo Grandangolo !! Ma che non faccia distinzioni. Sono curioso anche di sapere cosa ne pensi la Squadra Mobile di Arnone, Angelino Berluschino e di Capodicasa. Pubblicate, gente, pubblicate ….

  5. francescobosco on said:

    In questa provincia con la patente di antimafiosi certificata dal dominatore mediatico che non è degno di essere menzione, quattro gruppi senza bisogno della mafia si sono impossessati dell’acqua della monnezza dell’energia della distribuzione alimentare. Energia e distribuzione alimentare abbiamo visto o meglio intravisto qualcosa, aspettiamo sviluppi sulla monnezza e sull’acqua, il popolo siciliano sa aspettare. Curri quannu vo ca cà ta aspettu.
    direttore buon lavoro

  6. giacomino on said:

    le imprese siciliane sono tutte mafiose? mi par di capire guardando dietro le nostre spalle che non una impresa si è salvata da questa ondata di malaffare.
    allora mi chiedo per fare impresa bisogna essere delinquenti e mafiosi oppure è il sistema della nostra politica/burocratica che porta i nostri imprenditori a essere tali?
    direttore una risposta, capisco che non è semplice il quesito, ma almeno ci provi

    • Franco Castaldo on said:

      Le dinamiche che segnano le attività imprenditoriali specie quelle di rilievo nazionale e che operano in Sicilia devono fare i conti con una situazione ambientale (politico, mafiosa ed imprenditoriale) particolarmente complessa e difficile. Detto ciò non mi sembra che occorra fare di tutta l’erba un fascio. Nel caso che ci occupa, la vicenda va inquadrata in un contesto diverso. Grandangolo narra di un rapporto giudiziario della Squadra Mobile e della Digos della Questura di Agrigento. Non una parola in più ovvero una parola in meno. Il resto lo sapremo più avanti. Io – se può servire – tifo per gli imprenditori che operano bene rispettando le leggi. Sino a prova contraria.

  7. Simona on said:

    …Ma Moncada ha investito e creduto in qualcosa che andava oltre il pensare del normale imprenditore. Per le intelligenze dei nostri imprenditori, fare impresa significa solamente costruire, mettere cemento e ferro, fare palazzi e case. Moncada è andato oltre. Avrà sicuramente i suoi buoni appoggi, come tutti del resto, ma sono certa che nessuno di voi avrebbe mai speso una lira nell’energia, prima dell’avvento di Moncada. Parlare a cosa fatta è facile. Vi ricordate quando Moncada voleva costruire il suo parco eolico a mare? A mio parere era si un progetto spregiudicato, ma penso che era l’unico modo per aggirare la mangiuglia locale per avere le autorizzazioni necessarie. Il mare non è del comune, ne della provincia ne della regione… a mare non esistono ingegneri capi, consiglieri, assessori o sindaci…

  8. Simona on said:

    …Continuo a non afferrare. Non percepisco il motivo per cui la redazione, continua a pubblicare, ad approfondire la notizia delle intercettazioni fatte dalla Polizia di Stato, dalla DIGOS. Hanno indagato non arrivando a capo di niente, altrimenti gia avrebbero arrestato Moncada e tutti i suoi collaboratori. Non afferro…

    • Franco Castaldo on said:

      Non dobbiamo stampare l’esito (parzialmente noto) delle indagini della Questura? Indagini che per quello che ci risulta, sono ancora in corso? Continui a non afferrare.

  9. vito on said:

    Cara Simona non è che non riesci ad afferrare quanto scritto perchè sei un impiegata, magari raccomandata di Moncada? Se è così capisco la tua posizione ma per favore astieniti da questi commenti non fai certo una bella figura.

  10. Antonio on said:

    Moncada sta con i potenti cercando di conquistare anche la Stampa, a me risulta, perchè l’ho visto con i miei occhi, che va in vacanza e tiene periodicamente cene con direttori di giornali cartacei, chissà perchè , forse per tenere a suo fianco un certo tipo di stampa che predica bene e razzola male, complimenti a Castaldo che si è sempre contraddistinto in questa melma che regna tra l’informazione agrigentina.

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