La Sicilia che gioca tra ludopatia, gioco responsabile e l’ombra della mafia

La Sicilia che gioca tra ludopatia, gioco responsabile e l’ombra della mafia

0
SHARE

La Sicilia occupa un ruolo di primo piano nella classifica delle regioni italiane con la spesa più alta nel gioco d’azzardo. 5,5 miliardi all’anno è la cifra che i giocatori siciliani “investono” nell’attività, raccolta che da sola vale il 5% del PIL. Interessante anche il dato riguardante gli investimenti delle singole famiglie pari al 6,5 per cento del proprio reddito. Numeri che testimoniano quanto l’isola più bella d’Italia sia affascinata dal settore dei giochi.

Slot machine, Bingo, Gratta&Vinci, unite alle innumerevoli offerte di gioco provenienti dall’online continuano ad attirare l’attenzione degli appassionati, confermando il trend nazionale che vede le apparecchiature da intrattenimento e le piattaforme di casinò online al top delle preferenze.

All’espansione del gambling in tutte le sue forme si associa anche un aumento dei casi di ludopatia: il numero dei giocatori problematici oscilla tra gli 80.000 e i 100.000, inoltre in diverse province sta crescendo l’allarme giovani, soprattutto per la fascia di età compresa tra i 16 e i 20 anni.

 

immagina articolo 2

Questi dati si inseriscono in un quadro legislativo nazionale inadeguato a far fronte alla regolamentazione del gioco e all’emergenza ludopatia, che tuttavia, non scoraggia l’avanzamento di proposte e iniziative regionali volte al contrasto del fenomeno. Nel mese di maggio scorso, sulla Gazzetta Ufficiale della Regione, sono stati resi noti gli obiettivi delle nuove linee guida dettate dal decreto dell’Assessore alla Salute. Queste prevedono la revisione della collocazione degli apparecchi da gioco sul territorio, formazione degli operatori, incontri nelle scuole, istituzioni di centri di ascolto, divieto di pubblicità.

Il Coordinamento messinese “Mettiamoci in gioco”, continua a promuovere eventi volti ad informare l’opinione pubblica e sensibilizzare le istituzioni, con iniziative preventive che coinvolgono anche le scuole, la cui finalità è quella di educare la popolazione al Gioco Responsabile.

A livello regionale è stato istituito anche un osservatorio del dipartimento delle dipendenze col compito di monitorare il fenomeno e delineare le strategie e le azioni da adottare. In Sicilia è doppio l’impegno da parte delle istituzioni, poiché la continua crescita del fenomeno è legata anche ad attività illegali e all’usura, che rischiano di vanificare il lavoro e le buone pratiche portate avanti e dalle associazioni e dalla Regione stessa.

Il connubio tra usura e gioco d’azzardo è diventato sempre più saldo negli ultimi anni, in quanto mafiosi e usurai trovano terreno fertile nelle fasce deboli, maggiormente soggette al gioco patologico, che ricercano in maniera spasmodica denaro facile da investire nel gioco.

immagina articolo 3

Il sindaco di Catania, Enzo Bianco, ha fornito recentemente uno spaccato di questa simbiosi:

“Il gioco d’azzardo può produrre un humus favorevole al controllo del territorio da parte della criminalità. Come è stato sottolineato anche dalla Direzione nazionale antimafia, maggiore è l’offerta del gioco, più semplice è per i clan praticare usura, riciclaggio ed estorsioni. Per questo, secondo quanto emerge, la mafia ha investito somme notevoli nel gioco d’azzardo, che consente non solo alti introiti, ma anche di ripulire denaro sporco. Quel che più ci preoccupa, poi, è il gioco d’azzardo patologico, che causa dipendenza e compromette l’equilibrio familiare, lavorativo e finanziario di tante persone. Queste potrebbero finire per diventare, attraverso l’usura, schiave della criminalità organizzata. Punteremo dunque, studiando opportune misure di vantaggio fiscale, alla riduzione del numero delle sale da gioco già autorizzate”. (redazionale)

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *