Agrigento

La Uil al nuovo governo regionale: “Agrigento non può più aspettare”

La Uil provinciale di Agrigento a un mese dal rinnovo del Parlamento regionale con il voto del 5 novembre interviene con il segretario Gero Acquisto sulle annose problematiche sociali, economiche ed occupazionali nella nostra provincia.

“Siamo in un momento storico e congiunturale di grossa difficoltà per i cittadini, questo la nostra organizzazione sindacale lo ha rimarcato in maniera costante da due anni, (strade, servizi, mondo del lavoro, impresa) sono solo i punti focali del malessere e dell’arretratezza che subiamo da troppo tempo.

Adesso con il voto delle regionali ci aspettiamo che tutta la politica e il sistema dei partiti possano attentamente capire questo momento di crisi strutturale e dare una netta sterzata allo stato delle cose.

Agrigento e la sua provincia rappresentano uno spaccato forte della regione siciliana, noi vogliamo capire dai candidati Presidenti a Palazzo D’Orleans quali sono i loro programmi sui temi focali e sui corto circuiti che hanno bloccato questa area importante dell’isola. Il mondo del lavoro ha bisogno degli interlocutori seri, competenti e responsabili per non lasciare ancora allo sbando le migliaia di coprovinciali che attendono segnali precisi, puntuali e di responsabilizzazione delle istituzioni politiche che rappresenteranno il popolo siciliano il 5 novembre.

Il governo regionale deve finalmente dare un impulso sul piano dei rifiuti approvando una riforma chiara per garantire l’efficentazione del servizio, si deve puntare su un approccio diverso con tutto il variegato mondo del precariato e del lavoro. La spesa e gli investimenti per il territorio,  dai piani costruttivi, ai piani di prevenzione devono avere una corsia prioritaria, come del resto si deve creare un feed-back tra governo e i giovani per gli investimenti produttivi e innovativi che creano ricchezza a cascata sul territorio.

E accelerare il processo oggi bloccato su troppe incompiute a partire dalla ss. 189, a un serio investimento sui porti provinciali, a una politica di agevolazione fiscale e contributiva per il mondo agricolo e del turismo.

Una proposta che abbiamo sempre lanciato è abbassare l’iva al 4% agli imprenditori turistici, perché il servizio turistico può introiettare fondi e reinvestire gli utili per investimenti e allargare il servizio integrato turistico.

Infine creare all’interno di uno dei dodici Assessorati un dipartimento sulle politiche giovanili e la creazione di imprese under 35, creando uno staff con giovani laureati ad altissima specializzazione che facciano da interfaccia tra Palermo e Bruxelles e si cominci a smaltire gli arretrati e a un processo virtuoso che chiuda i procedimenti amministrativi e la progettazione europea in termini certi e perentori, con il governo che abbia poteri sanzionatori immediati su ritardi e falle, individuando i responsabili e azionando il potere di tagliare eventuali rami secchi.

Infine l’autoriforma del sistema burocratico-amministrativo: dai dipartimenti, alle aree, ai servizi, alle unità operative attraverso dei controlli e delle verifiche trimestrali su come intervenire sui processi di governance e di risultati con una commissione esterna che possa avere poteri speciali di intervento.

La nuova classe politica deve quindi sapersi riformare e operare dando segnali veri di cambiamento, visto che fino ad oggi i risultati sono stati negativi e hanno incrinato solo i rapporti sociali e con i lavoratori perché è sfuggita sistematicamente al confronto e alla risoluzione delle problematiche.”

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