L’Akragas elimina il Catania in Coppa e passa il turno, intanto i...

L’Akragas elimina il Catania in Coppa e passa il turno, intanto i tifosi agrigentini …..

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Il calcio di rigore fallito da Russotto

CALCIO INIZIO AKRAGAS CATANIAE’ da poco terminata la gara valevole per il primo turno di Coppa Italia di Lega Pro che metteva l’una di fronte all’altra, Akragas e Catania. Un derby da prima assoluta, considerando che quello di oggi è stato il primo scontro in gare ufficiali tra le due compagini siciliane. L’Akragas, alla fine, è riuscita ad avere la meglio sui “cugini” etnei che vengono eliminati al primo turno. Legrottaglie, come aveva annunciato nella conferenza stampa di presentazione del match, ha attuato un ampio turnover che gli ha permesso di ottenere , senza dubbio, ulteriori spunti positivi dagli uomini impiegati quest’oggi e , finora, meno in campionato. Il tecnico dell’Akragas ha confermato per tre – quarti la difesa titolare, apportando però alcune modifiche. Ciro Capuano è stato spostato nel suo ruolo naturale, quello di terzino, e stessa sorte è toccata a Salandria, arretrato sulla fascia bassa di sinistra. Al centro della difesa, oltre al confermatissimo Marino, è stato proposto Lovric, oggi esordio assoluto per lui con la maglia biancazzurra. Proprio il centrale sloveno classe 1996, di proprietà del Catania, è stato forse il migliore in campo, disputando una gara quasi perfetta e di assoluta personalità. Il talentino sloveno è sicuramente una delle note positive che ha portato questa partita. A centrocampo, spazio a Mauri , Roghi e Vicente con l’intoccabile Zibert, oggi autore di una gara superlativa. Avanti, fuori la coppia titolare Madonia- Di Piazza e dentro Leonetti, squalificato in campionato, e il giovane attaccante classe 1996, Cristaldi.
INGRESSO IN CAMPO AKRAGAS CATANIARispetto alle ultime apparizioni dell’Esseneto, l’Akragas è apparsa fin da subito pimpante, con un a bella tenuta di gioco e grande voglia di fare, data soprattutto dall’impiego di pedine finora scarsamente utilizzate. Era prevedibile assistere ad una gara aperta che lasciava molto spazio allo spettacolo e alle ripartenze veloci. La prima frazione di gara ha visto l’Akragas occupare gran parte dei gangli vitali del rettangolo di gioco, facendo propria la partita e impostando tutte le migliori azioni d’atacco. Gli ospiti, anche loro con una formazione di seconde linee, hanno optato per una strategia più attendista, cercando di difendersi con ordine senza lasciare troppo campo ai padroni di casa. La squadra di Pancaro ha, forse, pagato questo atteggiamento troppo permissivo e molto di attesa, facendo prendere sempre più campo all’Akragas, almeno nella prima frazione.
Il secondo tempo,invece, vede gli ospiti più aggressivi con mister Pancaro che, nei primi dieci minuti di gioco della ripresa, effettua un doppio cambio per mescolare le carte in gioco. E’ proprio in questa fase di gara che si sblocca il risultato in favore dei padroni di casa: grande cavalcata di Zibert che serve perfettamente Leonetti al limite dell’area: senza pensarci su due volte, l’attaccante pugliese spedisce la sfera all’incrocio dei pali , superando Liverani. E’ il primo gol dei biancazzurri tra le mura amiche da quando l’Akragas è tornata al “Tempio”. La seconda metà di gara vive una fase di stallo con le parti che, rispetto al primo tempo, si invertono. Adesso è il Catania a fare la partita e a spingere in cerca del pareggio. Proprio in una di queste occasioni gli ospiti si trovano davanti alla più ghiotta delle occasioni: ‘arbitro, infatti, assegna un penalty al Catania dopo una incomprensione tra il portiere Vono e il centrale Marino, costretti a commettere fallo su Barisic in area di rigore. Dal dischetto si presenta Russotto ma è superlativo Alessandro Vono, oggi titolare al posto di Maurantonio ed uno dei migliori in campo, che ipnotizza il centrocampista etneo e blinda il risultato sull‘1-0. Nei minuti finali il Catania ci riprova ma la retroguardia agrigentina sembra invalicabile e, dopo quattro minuti di extra time, la partite volge al termine.
L’Akragas, dunque, fa suo il primo derby della storia tra agrigentini e catanesi, accedendo al secondo turno di Coppa Italia che si giocherà, sempre all’Esseneto, contro il Catanzaro.
Intanto, gli uomini di Legrottaglie devono fin da subito pensare al prossimo impegno ravvicinato in campionato che ha il nome di Lupa Castelli Romani. Si giocherà sabato, in anticipo alle ore 15, allo stadio “Centro d’Italia Manlio Scopigno” di Rieti.
Da segnalare, però, uno spiacevole inconveniente per quanto riguarda i supporter agrigentini. Infatti, all’ingresso della gradinata, settore che ospita alcuni gruppi organizzati del tifo agrigentino, sono state vietate ai supporters l’ingresso di bandiere, stendardi, megafoni, componenti che fanno storicamente parte del gioco del calcio e che, anzi, ne rendono le sue sfumature più piacevoli e, sicuramente, allegoriche. Per protesta, vedendosi ulteriormente obbligati a non introdurre gli oggetti sopra elencati, i supporters hanno preso la decisione di non entrare allo Stadio e di seguire la partita , insieme, in un punto prestabilito. Il rispetto delle regole e delle normative hanno da sempre caratterizzato il tifo agrigentino, riconosciuta come una delle tifoserie più corrette. Oggi, in uno Stadio Esseneto quasi deserto, ha fatto ancora più senso non vedere la presenza di alcuna bandiera o vessillo, risultando agli occhi dei presenti scarno e, francamente, un po triste. Basti guardare le immagini dello Zaccaria di Foggia, appena sette giorni addietro, per constatare la mancata applicazione delle stesse norme che, in questo modo, creano disparità che ledono, in fin dei conti, l’essenza dello sport.

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