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Lampedusa, individuato il cadavere di Solina: è in una “bara liquida” a 60 metri di profondità

Il robot della Guardia Costiera di Messina ha individuato il cadavere di Francesco Solina, il marinaio di 51 anni morto dopo il ribaltamento di un peschereccio, avvenuto il 3 gennaio nelle acque di Lampedusa. Il corpo e’ incastrato nel relitto dell’imbarcazione, che si trova ad una profondita’ di circa 63 metri. Le ricerche erano state sospese a causa delle condizioni avverse del mare. Nelle prossime ore si tentera’ di disincagliare il cadavere.

Due squadre sub della Guardia costiera di Messina e Cagliari, domattina, a partire dalle 9, si immergeranno a circa 60 metri di profondita’ – laddove si e’ adagiato il peschereccio – e tenteranno di disincagliare il marinaio Francesco Solina. Un tentativo che non potra’ che durare, per garantire la sicurezza degli operatori sub, che quattro minuti. Da Roma e’ arrivato un coordinatore dell’immersione. Se i sub non dovessero riuscire al primo tentativo, l’operazione puo’ essere ripetuta il giorno dopo; non prima, visto che a Lampedusa non c’e’ la camera iperbarica. Solina – secondo quanto e’ stato ricostruito dalla Guardia costiera – e’ rimasto incastrato in prossimita’ di uno dei portelloni, all’altezza del verricello, ossia dove si trovava nel momento in cui la barca e’ affondata.

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