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Lampedusa, Nicolini: “Prezzo che fate pagare in vite umane è indelebile”

“Il prezzo che fate pagare in vite umane alle persone che chiedono aiuto è indelebile. Nessuno potrà dire ‘non sapevo’. Ma il prezzo lo pagano anche le comunità, Lampedusa come Lesbo. Ma questa frontiera cos’è? Una punizione per chi è condannato a nascere e vivere uno dei più belli del Mediterraneo, come Lampedusa? Cos’è la frontiera? La negazione del diritto alla vita per persone che riteniamo superflue per la nostra economia?”. E’ un atto d’accusa senza attenuanti quello lanciato dalla sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini all’indirizzo dell’Europa, dal palco dell’ultimo dibattito del Prix Europa, la kermesse Rai che per tre giorni ha acceso i fari sull’isola, per una volta non in una situazione di emergenza.Una kermesse che si è conclusa proprio alla vigilia del terzo anniversario della strage di migranti che si verificò il 3 ottobre 2013, quando un barcone si rovesciò a largo dell’Isola dei Conigli provocando la morte di 366 persone. Quella strage, ha ricordato Nicolini, “portò il presidente della Commissione Juncker a venire qui a dire ‘Mai più morti nel Mediterraneo'”. Ma da allora a oggi, ha sottolineato, “sono morte altre undicimila persone, 3.500 solo nel 2016. E’ uno stillicidio continuo, al quale si è creata ormai anche un po’ di assuefazione”.L’isola però è rinata, grazie alla scelta di uscire da una logica di emergenza: “Nel 2011 il calo delle presenze turistiche – ha ricordato – non fu legato al fatto che erano arrivati 25mila tunisini, ma dalla volontà di lasciare qui un numero di migranti pari al doppio della popolazione residente. Qui c’era un tappeto di carne umana. L’isola pagò un prezzo enorme dal quale ci stiamo ancora riscattando.Quest’anno il turismo è cresciuto del 36%, l’isola ha ripreso a vivere e a respirare senza aver alzato muri. Non è aver eretto muri che ha salvato Lampedusa, ma l’organizzazione”.Ora tocca all’Europa: “Lo dico in modo molto esplicito, quasi brutale – è intervenuto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni -. L’Italia sta gestendo questa situazione, perché ha maturato una esperienza notevole. Ma i morti continuano a esserci lo stesso e soccorrere e salvare le persone è solo un pezzo del discorso, perché bisogna accogliere, integrare, distribuire questo peso”.”Se continuiamo a essere nazionalisti – ha convenuto il vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans, anche lui sull’isola – l’Unione europea sparisce, ne sono sicuro. Lampedusa sta meglio perché la gente non sta più qui. L’Italia si è dimostrata solidale e così le persone passano. Ma ora se l’Europa non fa altrettanto con l’Italia non si va avanti. E se non facciamo investimenti nello sviluppo dell’Africa, avremo grandissimi problemi dopo”. “Un mese fa – ha ricordato Timmermans – a Siracusa ero a un dibattito pubblico. Mi aspettavo accuse all’Europa. Invece mi hanno parlato di solidarietà e di come fanno concretamente con le persone, con i minori non accompagnati, con le donne. Una persona proveniente da Lampedusa si è alzata e ha detto ‘Io raccolgo cadaveri in mare tutti i giorni’. L’ho reincontrata questo pomeriggio e ci siamo salutati e abbracciati. Posso dire che sta diventando un amico. Ogni volta che lavoro a Bruxelles sull’immigrazione, ho in mente l’accoglienza e la solidarietà siciliana e questo amico che mi ha detto ‘non voglio più trovare cadaveri in mare'”.

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