Lavori alla “Casina” di S. Margherita Belice, le precisazioni dell’ex proprietario Calogero Maggio

Redazione

Cronaca

Lavori alla “Casina” di S. Margherita Belice, le precisazioni dell’ex proprietario Calogero Maggio

di Redazione
Pubblicato il Nov 2, 2018
Lavori alla “Casina” di S. Margherita Belice, le precisazioni dell’ex proprietario Calogero Maggio

Con riferimento all’articolo pubblicato tre giorni fa e riguardante l’arresto del boss mafioso Leo Sutera, riceviamo e pubblichiamo nota di precisazione di Calogero Maggio, avente ad oggetto una diversa ricostruzione riguardante il troncone di inchiesta relativa ristrutturazione di un grosso immobile in contrada Gulfa (agro di Santa Margherita Belice), dove Calogero Maggio,  ex proprietario, aveva intenzione di avviare un agriturismo.

Il boss Leo Sutera e la fuga mancata: “In Ungheria sono seri, qui ci scassano la ….”

Precisa Maggio: Nel 2012 quando già dopo tante battaglie, abbiamo avuto la possibilità di iniziare i lavori, ci siamo affidati all’impresa del titolare Giuseppe Mulè, scelta per esserci stata assicurata affidabile e consona alle nostre possibilità economiche.  Il fatto poi succede un giorno tra il 2015 e 2016 quando a mia insaputa si presenta il Sutera assieme all’impresario Mulè, e formula la fatidica domanda che sento dirmi da chiunque mi chieda della Casina: “Perchè siete fermi? E’ questione di soldi?”

La Casina di Santa Margherita Belice

Si smentisce categoricamente che sia un problema economico, ma spiego invece le infinite ostilità e problemi tal volta creati volutamente riscontrati all’Ufficio tecnico comunale di Santa Margherita Belice, paese dove è ubicata la mia azienda. Quali siano i rapporti tra il Sutera e i tecnici dell’ufficio tecnico (che stranamente sono dello stesso paese del Sutera, ovvero Sambuca di Sicilia) sta alla Magistratura stabilirlo. Noi possiamo solo documentare e documentarle come niente sia cambiato dopo quell’incontro, anzi, e che questi due tecnici si siano premurati nel corso degli anni di rallentare la pratica volutamente con tutti i metodi a disposizione.

Un esempio tutto documentato con gli allegati è lecito farlo: avendo presentato una variante il 02/05/14, Michele Milici, uno dei tecnici comunali, chiede il parere alla Soprintendenza di Agrigento ben dopo 7 mesi, ovvero 16/12/14, con l’aggravante di non comunicare tutte le opere già realizzate precedentemente con concessione edilizia, parere favorevole e, soprattutto, senza vincoli da parte di medesima Soprintendenza.

Un altro esempio documentabile con allegati riguarda un’inesattezza sull’articolo, ovvero la scoperta del presunto abuso edilizio, che non viene rilevato sul posto dai due tecnici comunali Sciacchitano e Milici, bensì all’ interno dell’Ufficio tecnico. Infatti è il dirigente di codesto ufficio, ing. Aurelio Lovoj a chiedere al direttore dei lavori arch. Paolo D’Antoni e figlia arch. Francesca D’Antoni, una relazione tecnica su lavori sospesi ed eseguiti 27 mesi prima.

Ripeto, sospesi ed eseguiti 27 mesi prima.

Il tutto da qui diventa inverosimile.

L’arch. Francesca D’Antoni esegue la direttiva venuta dall’alto e comunica un presunto abuso edilizio all’ing. Lovoj ed al sottoscritto. Non è mai successo nel nostro paese che un dirigente tecnico comunale chieda al direttore dei lavori una relazione su opere già realizzate, dopo ben 27 mesi. Dico che non è mai successo perché ho una decennale esperienza nella commissione ex art. 5 (ricostruzione post terremoto ) in quanto componente nel passato, e non ho mai visto nulla di tutto ciò.

Eppure a noi è successo. Perché?

Non è paradossale che un direttore dei lavori denunci presunte opere abusive sotto il suo stesso operato? Hanno ricevuto delle pressioni tali da cedere?

E tornando ad oggi, cosa c’era in quel pizzino lasciato dal tecnico comunale? Se qualcuno si fosse mosso per sbloccare la pratica, non saremmo con una struttura avviata?

Si doveva sbloccare oppure bloccare ed atrofizzare ancor di più questo immobile?

Sono domande del sottoscritto che ha scelto di puntare sullo sviluppo del territorio ma ogni giorno si scontra con la cruda realtà.


Dal Web


Copyright © anno 2017 - Edizioni Grandangolo - Via Mazzini, 177 -
Numero telefonico: 351 533 9611- 92100 Agrigento - Codice Issn: 2499-8907 -
Iscrizione R.O.C.: 22361 - Registrazione al Tribunale di Agrigento n. 264/04