Licata: Angelo Cambiano, il sindaco giovane

Licata: Angelo Cambiano, il sindaco giovane

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Angelo Cambiano, sindaco di Licata

La vittoria di Angelo Cambiano, alla vigilia non così scontata come poi si è rivelata, è un film visto nella storia dei ballottaggi a Licata. Ricorda quella di Giovanni Saito nel 1998 che aveva contro un’ampia coalizione guidata da Giacomino Mulè, sulla carta fortissima. E quelle di Angelo Biondi nel 2003 e di Angelo Graci nel 2008. Anche loro avevano contro degli schieramenti composti di forze politiche omogenee e organiche.

Anche oggi dunque, come altre volte, si è avuta la conferma che il turno di ballottaggio è un’elezione a sé, difficile da pilotare. Il sindaco lo sceglie il popolo, agendo di “testa e di pancia”. Non lo decidono le grandi ammucchiate di partiti e liste civiche.

I migliori auguri al nuovo sindaco Angelo Cambiano, uno dei più giovani (se non il più giovane in assoluto) che Licata abbia avuto. Gli stessi auguri che avremmo rivolto al dottor Giuseppe Galanti se il risultato delle urne fosse stato a suo favore. Ce l’ha messa tutta Pino Galanti, farmacista prestato alla politica, per fare da sintesi ed essere il punto d’incontro della composita coalizione a suo sostegno. Ce l’ha messa tutta per veder premiata dagli elettori la sua idea di città.

Le cose sono andate diversamente. A vincere è stato il suo giovane e determinato competitore. E ciò che fa in questi casi il candidato perdente è di stringergli la mano e augurargli buon lavoro. Perché, fatti gli auguri al vincitore, riconosciuti i meriti e l’impegno profuso dal candidato che ha perso, gli auguri più veri vanno fatti, da questo momento, alla città. Che ha bisogno di essere governata in modo stabile e sereno, ripulita dall’immondizia che ingombra le sue strade e dotata al più presto di un nuovo canile per renderla accogliente in vista dell’estate.

L’ultima breve considerazione riguarda il Partito democratico, che ha vinto solo a Marsala e ha perso ovunque. Battuto in Sicilia sia dai Cinque Stelle che dalle coalizioni di destra. Quella di cui faceva parte a Licata (a sostegno di Galanti) non era, nonostante la sua presenza, una coalizione di centrosinistra. Era una parte del blocco sociale moderato che, unito, aveva stravinto nel 2013. Per il Pd si riaprono di nuovo le porte dell’opposizione, ma cominci a lavorare sin da oggi (e senza più errori e divisioni interne) per diventare a Licata classe dirigente, protagonista e non più comprimario nelle coalizioni.

 

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