Licata, consiglieri opposizione attaccano: “Cambiano va nei talk e città sprofonda”

Licata, consiglieri opposizione attaccano: “Cambiano va nei talk e città sprofonda”

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“Cala il sipario sulle annunciate dimissioni del Sindaco di Licata. Angelo Cambiano, ovviamente, non si dimetterà. Ma cosa ha fatto desistere il sindaco dal suo proposito? Sembrerebbe la promessa di esponenti del governo nazionale e regionale di istituire un tavolo permanente che dia luogo ad un ”Patto per Licata”, con interventi straordinari sulle varie emergenze cittadine. In altri termini, la presunta promessa di fare arrivare soldi a Licata. Quanti tavoli di questo tipo hanno storicamente raggiunto l’obiettivo e fatto arrivare soldi?”. Inizia così una lunga lettera firmata da tredici consiglieri comunali di Licata (AGRIGENTO) dopo l’annuncio del ritiro delle sue dimissioni annunciate nei giorni scorsi. I consiglieri attaccano Cambiano e ribadiscono che “mentre Cambiano va nei talk la città è paralizzata e sprofonda”. “Se poi consideriamo le cose che si dovrebbero finanziare i dubbi aumentano. Qualcuno riesce ad immaginare davvero che la UE lascerebbe finanziare le attività produttive in spregio alle regole sulla concorrenza? – scrivono i firmatari- Il sindaco omette di ricordare che, per esempio, siamo stati esclusi dal ”Patto per la Sicilia” perché il Comune non ha presentato nessun progetto quando avrebbe dovuto e non per colpa dell’odiata politica”. “Ma per ritornare al tema, si è invocata equità chiedendo che si demolisse ovunque e non solo a Licata, ma in realtà si pensava di fermare le ruspe. Il sindaco simbolo della lotta all’abusivismo edilizio, che minaccia dimissioni se la regione approva l’emendamento ”Fazio”, vuole che la regione prenda provvedimenti risolutivi ed immediati. In altri termini il sindaco avrebbe voluto fermare le ruspe nelle more di questi fantomatici provvedimenti, senza neppure chiederlo per evitare di sporcare il suo vestito lindo di ”nuovo” paladino della legalità”, scrivono nella lettera i tredici firmatari, tra cui Pd, Ncd e Lista Civica. “Ma cosa ha ottenuto in concreto il sindaco dopo un altro atto di questa commedia? Ha ottenuto, e non poteva essere altrimenti, che a Licata si continuasse a demolire mentre altrove sono ancora a caccia delle risorse – dicono i consiglieri – ha ottenuto la promessa di un tavolo di discussione (non si è mai negato a nessuno) su Licata ed una convocazione a Palermo; ha ottenuto un’altra puntata da Giletti (con buona visibilità mediatica personale); ha ottenuto un maggiore isolamento della città rispetto agli altri comuni del comprensorio. Quindi il sindaco rispetto al tema delle demolizioni non ha ottenuto nulla e rispetto ai bisogni della città ha ottenuto una promessa difficilmente realizzabile e che, dopo il referendum costituzionale, potrebbe essere carta straccia”.

‘Questo modo di procedere mortifica la dignita’ delle persone’ (AdnKronos) – “Premesso che la legge va rispettata e le sentenze eseguite pure se altrove non lo fanno, il sindaco continuerà, per usare il suo esempio, a non poter spiegare ai suoi cittadini che la legge è uguale per tutti, perché mentre a Licata si demolisce, nella villetta a pochi metri ma ricadente in un altro territorio, invece non lo si fa -proseguono i consiglieri comunali di Licata – Questa era la ragione irrisolta delle sue annunciate dimissioni. Il tema dell’equità e della diversa percezione di un senso di ingiustizia era un tema serio che andava posto a monte di questa vicenda e non certamente dopo l’inizio delle demolizioni, quando inevitabilmente, a torto o a ragione, si è diffuso il senso di ”vessazione” sui licatesi. Comunque, questa riaccensione dei riflettori su Licata è stato motivo per tenere la città in uno stato di sospensione. Sono trascorsi 20 giorni da quando il sindaco ha azzerato la giunta ed ancora non è venuto a riferire ai licatesi in Consiglio Comunale su cosa vuole fare e con chi”. E ancora: “Abbiamo assistito ad una girandola di incontri con leader di caratura nazionale nell’antica concezione politica che questi possano costringere i referenti locali ad accettare accordi chiusi dall’alto e sulle loro teste. Questo modo di procedere mortifica la dignità delle persone e testimonia una concezione della politica e della cosa pubblica sprezzante del territorio e di ogni forma di  democrazia partecipata, altro che”nuovo che avanza”. Caro Sindaco noi abbiamo atteso le sue mosse in religioso silenzio, non abbiamo chiesto una interlocuzione con lei, ma lei, che è uomo della legalità, dia luogo ad un suo obbligo di legge, non convochi conferenze stampa ma venga in Consiglio e lì indichi la strada che vuole percorrere, il programma che vuole realizzare e dica con chi vorrebbe andare avanti alla luce del sole. La città è paralizzata e mentre lei gira per i talk show al fine di ottenere promesse, i licatesi vivono i problemi”.

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