Agrigento

Licata, dalle demolizioni alle minacce: unica regia sembra legare tutti gli episodi (video-intervista)

Il filo unico che lega quattro episodi di minacce e intimidazioni appare ogni giorno di più sempre più evidente.

Dalla demolizione delle case e ville abusive di Licata parte una sequela di episodi minatori, alcuni davvero molto  gravi.

L’ultimo, in ordine di tempo, riguarda  Maria Grazia Brandara, commissario straordinario di Licata, che ha consigliato il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito appositamente in prefettura ad Agrigento di assegnarle la scorta.

Brandara – come è noto –  ha ricevuto in municipio una missiva con il disegno di una bara e il riferimento all’impegno contro l’abusivismo edilizio: “Rischiati di toccare le nostre case e ti sgozziamo, ti scanniamo”.

Sempre con riferimento alle demolizioni di Licata – ed è utile evidenziare come ciò non avvenga in altra parte della provincia interessata dal provvedimento di abbattimento – un’altra inchiesta è stata avviata, qualche settimana fa, anche dalla Procura della Repubblica di Messina, sulle minacce inviate, con una lettera, al procuratore aggiunto di Catania, Ignazio Fonzo, per la sua attività di magistrato ‘anti abusivismo’ svolta ad Agrigento e provincia con particolare riferimento a Licata.

Dalla Città dello Stretto si è appreso chela missiva è stata ricevuta dal Pm lo scorso mese di agosto. Nella lettera si accusa Fonzo, di essere “cattivo e spregevole”, di “avere fatto piangere tante famiglie” con le demolizioni, che sarebbero servite soltanto a “fargli fare carriera in magistratura”. Infine il mittente auspica che il Padre Eterno lo ripaghi “facendo soffrire le pene dell’Inferno” a lui e alla sua famiglia.

C’è una connessione tra le minacce al procuratore aggiunto Fonzo e quelle destinate a Mariagrazia Brandara?

Si tratta di episodi singolarmente slegati tra loro o c’è un collegamento diretto ed essenziale come appare a prima vista?

La Procura di Agrigento e quella di Messina sapranno trovare la giusta collocazione ai due episodi e trovare le ragioni che indicheranno il radicamento e la titolarità dell’inchiesta.

E a qu7esti due ultimi episodi vanno collegati anche gli avvenimenti che di seguito elenchiamo oppure si tratta di vicende slegate tra loro?

Ecco la sequenza:

gli incendi di due case rurali di proprietà del padre. Infatti nel novembre 2016 un incendio ha distrutto un fabbricato rurale di modesta entità di proprietà del padre del primo cittadino, sito in una zona molto impervia, in località “Conca ginisi”, dove c’è anche un pescheto.

Nella primavera 2016 ignoti avevano incendiato una casa in campagna sempre di proprietà del padre di Cambiano. Da quel giorno, l’ex  primo cittadino ha vissuto sotto scorta.

Nell’aprile 2016 gravi minacce vennero indirizzate alla ditta che stava eseguendo i lavori di demolizione delle ville abusive di Licata. I titolari della ditta Patriarca di Comiso (Ragusa), incaricata ad eseguire le demolizioni delle abitazioni abusive di Torre di Gaffe presentarono una denuncia all’autorità giudiziaria di Ragusa ma ebbero anche qualche tentennamento e per un momento sembrò volessoro rinunciare ad eseguire i lavori.

Ignoti – con una lettera anonima –  avevano minacciato i titolari ‘invitandoli’ a lasciare “al più presto” Licata.

La Procura di Ragusa aprì un’inchiesta, coordinata direttamente dall’allora procuratore capo Carmelo Petralia.

E come collocare la sfiducia che ha mandato a casa il sindaco Angelo Cambiano, maturata qualche mese fa, e che è stata inquadrata dagli osservatori politici e giudiziari come un atto di sfida verso la legge e la legalità?

Tornando a Mariagrazia Brandare, oggi presente ad una cerimonia ufficiale ad Agrigento, il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica ha valutato grave la situazione “assumendo i provvedimenti necessari a tutela della sicurezza del commissario straordinario”, spiegano dalla prefettura. Brandara guida l’amministrazione dopo la sfiducia votata dal Consiglio comunale nei confronti del ex sindaco Angelo Cambiano, da tempo bersaglio di intimidazioni e sotto scorta per il suo impegno sul fronte delle demolizioni degli edifici illegali.

La Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta assicurando “massima attenzione sia sul piano investigativo sia su quello della sicurezza”. Maria grazia Brandara, oggi, intervistata da Irenje Milisenda, afferma: “Non mi arrendo e continuo ad andare avanti, deciderò anche con mio fratello quello che è giusto fare. Ringrazio il procuratore Patronaggio,  il prefetto Diomede, il questore Auriemma. Ancora una volta la politica è assente”.

mi-piace

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *

Grandangolo Agrigento il sito di notizie, attualità, cronaca, mafia della provincia di Agrigento e della Sicilia Direttore: Franco Castaldo E-mail: GRANDANGOLOAGRIGENTO@GMAIL.COM

Copyright © anno 2017 - Edizioni Grandangolo - Via Mazzini, 177 - 92100 Agrigento - Codice Issn: 2499-8907 - Iscrizione R.O.C.: 22361

To Top