Licata, gli studenti e “A testa alta” ricordano Salvatore Bennici

Licata, gli studenti e “A testa alta” ricordano Salvatore Bennici

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L'imprenditore licatese ucciso Salvatore Bennici

Ventuno anni fa Cosa nostra uccise l’imprenditore edile licatese Salvatore Bennici. Il 25 giugno del 1994 due sicari gli spararono a volto scoperto davanti al figlio Vincenzo, bloccato con una pistola alla tempia. La plateale esecuzione avvenne nel cantiere dell’imprenditore, in Via Palma, non distante dal centro abitato di Licata e fu preceduta da telefonate intimidatorie e minacce: prima l’esplosione di un escavatore, poi l’incendio della porta dell’abitazione. Episodi, questi, coraggiosamente denunciati da Bennici. Oggi “A testa alta” lo ricorda lanciando un concorso per gli studenti delle scuole secondarie di primo grado di Licata e di Palma di Montechiaro: “Vidu, sentu e parlu!”. Il concorso, che sarà presentato nelle scuole di Licata e Palma di Montechiaro nei primi giorni di ottobre, si propone di favorire lo sviluppo della cultura della lotta alla mafia e di approfondire, insieme ai ragazzi, i temi della legalità e della giustizia, principi su cui si fonda una società civile e la formazione di cittadini consapevoli e attivi, utilizzando come scenario la nostra realtà territoriale. L’obiettivo del concorso – spiega Flavia Amoroso, che coordina la sezione Associazioni e volontariato di “A testa alta” – è quello di “stimolare i ragazzi all’osservazione di tutte le forme di illegalità che quotidianamente possono riscontrarsi sul territorio cittadino, chiedendo loro di raccontarle sfruttando la loro creatività”.

“I ragazzi dovranno realizzare un elaborato (testo giornalistico, fotografia o prodotto multimediale) che esponga” – precisa Ilenia Iacopinelli, responsabile dell’area politiche giovanili dell’associazione licatese – “un episodio di illegalità avvenuto (o immaginato) a Licata o a Palma di Montechiaro. Bisogna spingere i giovani ad essere onesti e ad avere il coraggio di denunciare, perché davanti alla mafia e alla sue connessioni non bisogna fermarsi a guardare, bisogna agire per il bene di tutti, proprio come il messaggio che ha voluto trasmetterci Salvatore Bennici”. L’anno scorso, “A testa alta” – in occasione del ventennale della morte di Bennici – organizzò una lodevole iniziativa sul luogo dell’omicidio, scoprendo una targa commemorativa per restituirne la memoria, a lungo dimenticata, e onorarne il sacrificio.

Ventuno anni fa quei due colpi di pistola uccisero Bennici, ma non la sua figura e il suo esempio.

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