Licata, minorenni e alcol: “A testa alta” chiede maggiori controlli

Licata, minorenni e alcol: “A testa alta” chiede maggiori controlli

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l problema dell’alcol ai minorenni è tutt’altro che risolto,nonostante il divieto di vendita di bevande alcoliche ai minori di anni 18, previsto dalla legge, valga anche per la somministrazione sul posto. E la questione si riaccende di più durante la stagione estiva. L’associazione “A testa alta”, a seguito di alcune segnalazioni fatte da cittadini, è andata a documentare cosa accade in quei bar, chioschi e locali del centro storico di Licata presi d’assalto a calar della sera da minorenni a caccia di cocktail e “shottini” a forte gradazione alcolica. L’obiettivo era quello di verificare se gli esercenti chiedessero o meno la carta d’identità a ragazzini e ragazzine (visibilmente minorenni) prima di fornire loro alcolici. Si può agevolmente immaginare quale sia stato il risultato, visto che l’associazione licatese non ci ha pensato due volte a scrivere al Questore, al Dirigente del Commissariato di P.S. di Licata e ad altre forze dell’ordine presenti nel territorio comunale per chiedere di incrementare i controlli mirati alla verifica del rispetto della normativa che regola la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche ai minorenni.

L’associazione “A testa alta” ha lanciato dalla sua pagina facebookanche un’importante proposta per tentare di limitare la diffusione dell’uso di alcol tra i teenager, invitando in primis l’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Licata, avvocato Daniele Vecchio, a predisporre quanto necessario per l’avvio – con la collaborazione di quei gruppi di volontariato che negli anni passati hanno già approfondito tematiche legate a questo preoccupante fenomeno – di una vera e propria campagna di sensibilizzazioneche preveda una serie di incontri formativi presso le scuole secondarie di primo e secondo grado di Licata e la distribuzione agli alunni e alle loro famiglie dell’opuscolo “I giovani e l’alcol: istruzioni per l’uso. Un decalogo per i genitori”, realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità; e ciò sul presupposto che “la famiglia e la scuola dovrebbero incrementare il livello di consapevolezza nei giovani sugli effetti devastanti dell’alcol sia a livello fisico che a livello cognitivo, fornendo delle alternative alla cultura del bere”. L’Assessore Vecchio, al riguardo, avrebbe dato massima disponibilità.

“A testa alta” ha invitato i cittadini, e in particolar modo i genitori a cui spetta un ruolo chiave, a costruire una “solida rete di segnalazioni, necessaria a denunciare e porre freno a coloro che, in qualche modo, contribuiscono ad avvicinare i minori al consumo di alcolici, con possibili gravi conseguenze in ambito non solo sanitario, ma anche psico-sociale”.

L’allarme lanciato da “A testa alta” non ha lasciato indifferenti, anche perché in città, da qualche mese, circola voce – che l’operosa associazione licatese intende ora verificare – di un’impennata di accessi di minorenni al pronto soccorso dell’Ospedale di Licata per abuso alcolico. Immediatamente, tanti cittadini, tra cui diversi docenti, hanno dato la loro disponibilità a portare un contributo fattivo.

 

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