Licata, operazione antidroga “Bazar”: tutti i nomi e i particolari (video)

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Gianpiero Arrostuto

Alle prime luci della mattina odierna, militari della Compagnia dei Carabinieri di Licata hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip Alessandra Vella nei confronti di 11 soggetti. Venticinque, complessivamente, gli indagati.
Nei confronti di 5 individui è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari, mentre per 6 persone è stato disposto l’obbligo di dimora nel territorio del comune di loro residenza. L’indagine, denominata “ Bazar ”, condotta su delega della Procura della Repubblica – sostituto procuratore Andrea Maggioni, del dipartimento delitti in materia di stupefacenti coordinato dal Procuratore Aggiunto Ignazio Fonzo – si fonda sugli elementi di prova emersi a seguito di una lunga e complessa attività investigativa svolta, nel corso del 2012, da parte del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Licata.
L’attività inquirente trae spunto dalle molteplici attività che il Norm del Comando Compagnia Carabinieri di Licata ha profuso nel tempo, tutte tese, tra l’altro, al contrasto del traffico nazionale/internazionale e dello spaccio di sostanze stupefacenti ad opera della criminalità comune ed organizzata. Le varie attività di polizia giudiziaria, portate in essere negli ultimi anni, hanno permesso di evidenziare che nella città di Licata è – sempre – vivo e fiorente lo spaccio di sostanze stupefacenti. In tale contesto, a seguito di attività info-investigativa la PG operante veniva a conoscenza che, in Licata si era formato un nuovo gruppo di giovani pusher, capitanati da un pregiudicato di origini sancataldesi di nome “Gianpiero o Piero”, il quale, con la complicità di altri soggetti, faceva giungere a Licata sostanze stupefacenti da Palermo e dal vicino comune di Canicattì.
Lo stupefacente, conseguentemente, attraverso una fitta rete di fiancheggiatori, veniva spacciato da vari soggetti di interesse operativo ed immesso sul mercato licatese.
Dalle indagini è emersa, in particolare, la responsabilità degli indagati Gianpiero Arrostuto, nonché di Giuseppe Tinnirello, Faouzi Ben Habit Mejri, Giusy Manuela Angileri, e Gisella Angileri, ai quali è stata applicata la misura degli arresti domiciliari, nonché di Rosario Consagra, Antonio Montana, Vincenzo Bugiada, Diego Pelonero, Melchiorre Salvatore Alabiso e Salvatore Paraninfo, per i quali è stato disposto l’obbligo di dimora con divieto di allontanamento dall’abitazione dalle ore 21 della sera alle ore 7 del mattino.
Il Gip valutando positivamente quanto prospettato dalla Procura della Repubblica diretta dal Procuratore Capo Renato Di Natale, ha accolto la richiesta disponendo le misure cautelari, per la cui esecuzione è stata delegata l’Arma dei carabinieri che ha eseguito le indagini disposte dall’Ufficio del Pubblico Ministero.

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