Licata, parte il Cambiano bis

Licata, parte il Cambiano bis

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Angelo Cambiano, sindaco di Licata

La nuova nave è pronta per partire. Verso quali lidi lo sapremo quando il sindaco Cambiano presenterà la giunta in Consiglio comunale. Non è un rimpasto, un semplice avvicendamento di qualche assessore. È un esecutivo rinnovato in almeno quattro dei suoi componenti. E quindi è chiaro che si tratta di una fase del tutto nuova che presuppone una discussione pubblica su punti programmatici.

Questa discussione dovrà farsi nella sua sede naturale, che è il Consiglio comunale. È lì che il sindaco dovrà dire quello che finora non ha detto. E cioè le ragioni della lunga crisi di governo della città. Perché ha ritenuto esaurita la prima fase amministrativa. E in che cosa consiste, da oggi in poi, il rilancio di Licata.

Finora il Consiglio comunale è stato ignorato. Tenuto fuori da una crisi su cui avrebbe avuto il diritto di dire la propria: e non solo perché tenere senza giunta la città per quaranta giorni è un fatto di per sé preoccupante, preoccupante per tutti i cittadini, ma anche perché se un sindaco vuole discutere tutto alla luce del sole – la fine di un’esperienza di governo e l’inizio di una nuova e con quali progetti a breve e a lungo termine – quella è la vera sede.

La sede in cui fare il punto della situazione, dopo diciotto mesi di mandato, in cui ragionare seriamente dei problemi (che non sono pochi) e delle prospettive di sviluppo della città.

Il dato politico rilevante oggi, e prim’ancora che la Giunta venga varata, è uno solo. Il sindaco cercava numeri in Consiglio comunale e non li ha trovati. Una Giunta di minoranza era la precedente e così pure quella che a breve ne prenderà il posto. Da questo punto di vista, se l’obiettivo di Cambiano era il suo rafforzamento politico, l’operazione non è andata a buon fine e il sindaco dovrà rassegnarsi a procedere come finora ha fatto. Portare in Consiglio comunale gli atti e sperare che l’opposizione mostri sempre senso di responsabilità.

Per quanto riguarda la nuova Giunta, due architetti al suo interno mi sembrano troppi. Uno dei due, com’è giusto, farà l’assessore ai lavori pubblici.

L’altro, che è pure un tecnico, cosa farà? Dovrà occuparsi necessariamente di qualcosa di cui non è competente. Stesso discorso per un’altra coppia presente in Giunta: due dipendenti della sanità pubblica, del nostro ospedale. Ne conoscono sicuramente i problemi e sapranno anche indicarne le soluzioni. Ma è chiaro, anche in questo caso, che uno dei due dovrà occuparsi d’altro.

A discapito delle proprie conoscenze specifiche e della propria esperienza.

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