Licata, processo d’appello “Ouster”: chiesta condanna di tutti gli imputati

Licata, processo d’appello “Ouster”: chiesta condanna di tutti gli imputati

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In alto da sx: Angelo Occhipinti, Giuseppe Galanti, Pasquale Cardella, tutti condannati; sotto Giuseppe Cardella, Claudio Giuseppe Cardella e Gianluca Vedda, assolti

Il sostituto procuratore generale Rita Fulantelli, ha chiesto la condanna di tutti gli imputati del processo “Ousrter” che si sta celebrando avanti la Corte d’appello di Palermo.

Il prcuratore generale che anche in primo grado aveva sostenuto l’accusa avanti il Tribunale di Agrigento, ha sostanzialmente ribadito le richieste formulate durante il processo di primo grado e, perrtanto, ha chiesto la condanna non solo dei tre imputati già condannati ossia Pasquale Antonio Cardella di 64 anni, Angelo Occhipinti di 61 anni e Giuseppe Galanti di 57 anni tutti di Licata ma anche per i due imputati che erano stati assolti, ossia Giuseppe Cardella di 35 anni, nipote di Pasquale Cardella e Giuseppe Claudio Cardella 40 anni, figlio di Pasquale Antonio Cardella.

Queste le odierne richieste del procuratore Fulantelli: per Pasquale Antonio Cardella chiesti 16 anni (condanna in primo grado 8 anni e 4 mesi) e conferma della pena (sei anni e mezzo) per Angelo Occhipinti, 62 anni e Giuseppe Galanti, 58 anni (sei anni). La condanna è stata chiesta anche per gli assolti Giuseppe Cardella e Giuseppe Claudio Cardella. Sono usciti definitivamente dal processo Marcello Bulone, 36 anni e Gianluca Vedda, 41 anni, entrambi accusati di intestazione fittizia di beni e Michele Giorgio 58 anni di Canicattì, perché “il fatto non sussiste”. Per Marcello Bulone 36 anni di Licata, il Tribunale aveva già emesso sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione.

Il processo inquadra un’inchiesta antimafia della Dda di Palermo ed eseguita dalla Polizia di Agrigento a carico di otto esponenti vicini a Cosa nostra ed accusati di estorsioni e intestazione fittizia di alcune imprese a prestanome di mafiosi.

A raccontare tutto, costituendosi parte civile al processo è stato l’imprenditore licatese Francesco Urso che è stato visibilmente sostenuto in tutte le fasi del processo da Confindustria Centro Sicilia, il Centro studi Pio La Torre, Sos Democrazia e l’associazione antiracket Libere Terre tutte costituitesi parte civile. Prossima udienza per le prime arringhe difensive il 10 marzo.

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