Licata, Truisi bruciato per un debito legato al traffico di cocaina

Licata, Truisi bruciato per un debito legato al traffico di cocaina

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Licata, sopralluogo nella villa dove è stato rinvenuto il cadavere di Angelo Truisi (nel riquadro)

Un assassinio brutale, una violenza bieca ed inaudita. E’ stato ucciso così, Angelo Truisi il giovane fabbro di Licata scomparso nel dicembre 2014 ed il cadavere bruciato e vilipeso ritrovato nei primi giorni di gennaio. Ad armare la mano degli assassini ora in carcere la vendetta. La giovane vittima è stato punito per non aver completato il pagamento di alcuni debiti contratti nel contesto di un traffico di cocaina. Queste nel dettaglio le accuse a carico di Diego Catania, 22 anni; Angelo Cannizzaro, 20 anni; Salvatore Gueli, 40 anni:
perché, in concorso tra loro, utilizzando un fucile calibro 12 ed esplodendo un colpo d’arma da fuoco all’altezza della regione addominale laterale sinistra di Truisi Angelo ne cagionavano la morte. Fatto pluriaggravato dai motivi abietti consistiti nel punire la vittima in seguito alla insorgenza di debiti sorti in relazione al traffico di cocaina; dalla crudeltà consitita nell’aver dapprima percosso violentemente Angelo Truisi per poi ucciderlo utilizzando un fucile calibro 12 avente particolare capacità distruttiva nei confronti di una persona; dalla premeditazione consistita nel pianificare l’azione punitiva omicidiaria dapprima munendosi di fucile calibro 12, successivamente portando la vittima in un luogo isolato col fine di ucciderla, ed infine procurandosi ed utilizzando sostanza infiammabile per distruggere il cadavere e occultare in tal modo le tracce del reato commesso. Fatto commesso in Licata il 2 gennaio 2015
perché, in concorso tra loro, al fine di occultare il reato di cui al capo che precede, sottraevano il corpo di Angelo Truisi abbandonandolo all’esterno di un villino diruto in Contrada Nicolizia di Licata.
perché, in concorso tra loro, al fine di occultare il reato di cui al capo a), deturpavano il cadavere di Angelo truisi dandogli fuoco.
perché, in concorso tra loro, al fine di commettere il reato di omicidio detenevano illegalmente un fucile calibro 12 da considerarsi arma comune da sparo; perché, in concorso tra loro, portavano illegalmente in luogo pubblico un fucile calibro 12 da considerarsi arma comune da sparo.
Il solo Diego Catania dovrà rispondere anche di spaccio, tre distinte circostanze, di cocaina
Ed ancora perché, in concorso con Angelo Truisi (deceduto), deteneva a fini di spaccio trenta grammi di cocaina. Fatto commesso in Licata nel dicembre 2014

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