Agrigento

L’ipogeo del vescovado di Agrigento sarà aperto ai visitatori

Sarà una delle esclusività della Giornata del Fai il prossimo 15 ottobre la riapertura dell’ipogeo del vescovado di Agrigento. In una conferenza stampa di stamane lo hanno annunciato il responsabile agrigentino del Fai, l’avvocato Taibi, l’assessore al centro storico Beniamino Biondi e Don Pontillo che cura i beni culturali della diocesi.
Una conferenza cui ha partecipato il prefetto di Agrigento Nicola Diomede che ci ha anticipato della sua partecipazione a un summit nazionale su paesaggio e legalità che si terrà a Roma il prossimo 25 ottobre.
Don Pontillo ha sottolineato come in occasione della Giornata Fai del 15 ottobre la diocesi, insieme al museo diocesano, abbia accolto l’invito a mettere a disposizione per quel giorno alcuni monumenti sul colle. Saranno fruibili la Biblioteca Lucchesiana, il Museo con il Palazzo Lucchesi Palli, i paramenti, l’ipogeo del vescovado che permetterà di toccare con mano nel sotterraneo lo spessore del dissesto che oggi investe tutta la collina di Agrigento.
“Una occasione particolare – aggiunge don Pontillo – per vivere insieme il rapporto tra associazioni ed enti che curano il rapporto coi beni culturali”.
L’appuntamento con i visitatori è stato fissato per le ore 9 dinanzi al vescovado.
Utili e sotto alcuni aspetti inedite le notizie sull’ipogeo – che sono state diffuse dai rappresentanti dei geologi al termine della conferenza stampa di cui riportiamo i passaggi essenziali.
Le fonti storiche fanno risalire al V secolo avanti Cristo il periodo in cui sono iniziati i lavori della complessa rete di ipogei della città di Agrigento, scavati nella roccia calcarenitica per ordine del tiranno Terone; si attribuisce invece all’architetto Feace la progettazione di queste opere di ingegneria idraulica.
L'”ipogeo del Vescovado” è una cavità che presenta un andamento sub-orizzontale avente uno sviluppo planimetrico totale di circa 90 metri e si snoda nel sottosuolo con variazioni di direzione molto nette e marcate; tutto l’intero percorso sotterraneo dell’ipogeo è ricavato all’interno della calcarenite fossilifera pleistocenica. A circa metà del percorso è presente sul lato destro della galleria una apertura che permette l’accesso ad un ulteriore ambiente ipogeo abbastanza sviluppato e dall’andamento meno regolare e più complesso: lo sviluppo planimetrico di questo ambiente è di circa 18 metri. Lungo il percorso ipogeo è possibile notare la presenza di vistose riseghe sulle pareti laterali riconducibili molto probabilmente ad attività di cava di conci di calcarenite in sottosuolo, così come presenti all’interno dell’Ipogeo del Purgatorio, in via Atenea, sempre ad Agrigento.
L’utilizzo di questa cavità è quasi sicuramente riconducibile ad usi abitativi, quali magazzini e abitazioni, che avevano anche il compito di mettere in comunicazione sia la zona della via Duomo con il versante settentrionale del colle di Agrigento, sia i diversi corpi di fabbrica che su di essa sono stati realizzati. In periodi diversi l’utilizzazione di tali ambienti avrà sicuramente subito delle variazioni: non si esclude che tale cavità, durante i periodi bellici, così come altre cavità dell’agrigentino, sia stata utilizzata come rifugio antiaereo.
La visita all’interno dell’ipogeo verrà effettuata con la guida esperta dei geologi dell’Associazione “Agrigento Sotterranea.”

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