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Lo Stato si riprende il maltolto: caserma dei carabinieri nel covo di Riina.Alfano: “Devastante per boss” (video e foto)

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La caserma dei carabinieri nel covo di Riina

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione della caserma dei Carabinieri di Palermo – Uditore, in via Bernini, 54. La nuova caserma, ultimo rifugio di Totò Riina, fino all’arresto avvenuto nel 1993, è stata intitolata al maresciallo Mario Trapassi e all’appuntato Salvatore Bartolotta, medaglie d’oro al valor civile barbaramente trucidati nell’attentato in cui perse la vita il giudice Rocco Chinnici.

“I mafiosi sono ladri di parole – ha detto il ministro. Hanno rubato la parola onore, ma che onore è uccidere. Hanno rubato la parola famiglia, ma che famiglia è quella in cui non c’è amore. Hanno rubato la parola rispetto, ma che rispetto c’è in chi umilia un commerciante per chiedergli il pizzo? Recuperate e non dimenticate l’uso di queste parole”. “Ringrazio l’Ordine dei giornalisti per il servizio che fanno tutti i giorni. E ringrazio i carabinieri per aver assunto questa caserma come proprio bene. E’ un simbolo straordinario con un peso enorme in questa terra. Che il comandante della stazione prenda possesso della camera da letto di Riina e la trasformi nel suo ufficio nella simbologia mafiosa è il più grande smacco che potessero subire. Ringrazio anche i giornalisti per aver versato sangue per raccontare tutto questo. Oggi l’antimafia è anche istituzionale, prima non sarebbe stato possibile. Abbiamo tante storie di antimafia da raccontare e adesso l’antimafia è un’antimafia istituzionale, dello Stato. Considerato il pregresso, è una notizia. Io sono grato ai carabinieri, alla polizia e a tutti i tecnici che hanno studiato e testato il bomb jammer che abbiamo messo a disposizione per la protezione del pm Nino Di Matteo. Falcone diceva che la mafia uccide quegli uomini dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere. Io sono perchè tutti coloro che vengono minacciati vengano difesi e tutelati”, ha aggiunto. “I mafiosi non sono solo degli assassini, ma sono anche ladri di futuro, ladri di speranza e di bellissime parole del nostro vocabolario come onore, famiglia e rispetto. Come fa a parlare di onore chi uccide o di rispetto chi fa inginocchiare un commerciante per chiedergli il pizzo”. “Noi vogliamo riprenderci il senso di queste parole”.

“Noi siamo più forti di Cosa nostra. Oggi è una giornata bellissima, perché lo Stato ha vinto e la mafia ha perso”.

Io sono figlio della lezione di Giovanni Falcone che disse: ‘La mafia uccide gli uomini dello Stato che lo Stato non riesce a proteggere’. In questa logica abbiamo fatto di tutto per studiare gli effetti del bomb jammer che abbiamo dato al Pm Di Matteo, offrendo così la migliore tecnologia sul mercato mondiale, compatibile con un regime di vita urbano ed extraurbano”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano a Palermo, parlando del dispositivo di sicurezza consegnato nei giorni scorsi al pm Nino Di Matteo, più volte minacciato dalla mafia. “Noi siamo vicini ai magistrati palermitani impegnati in prima linea contro la mafia, lo abbiamo dimostrato con numerosi comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica che abbiamo dedicato al problema sicurezza”, ha detto. Quando avevo la vostra età uccisero il generale Dalla Chiesa. In classe ci dissero che senza noi bambini non avremmo sconfitto la mafia. Oggi questo è possibile perchè ci sono stati tanti passi avanti grazie alle leggi”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione della stazione dei Carabinieri “Uditore” in via Bernini, a palermo, ricavata dall’ex villa di Totò Riina.

Dopo l’intervento di Alfano l’arcivescovo di Palermo, il cardinale Paolo Romeo, ha impartito la benedizione alla caserma. La cerimonia si è conclusa con l’alzabandiera, l’inno nazionale e l’intitolazione della caserma con lo svelamento della lapide commemorativa in ricordo di Trapassi e Bartolotta.

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