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Lunghe file per la discarica di Siculiana: “Autorizzare straordinari”

Strada che conduce alla discarica di Matarano

Strada che conduce alla discarica di Matarano

Lunghe file alla discarica di Siculiana. Le imprese chiedono al Comune di autorizzare gli straordinari ai lavoratori. File chilometriche e rischio di allungamento dei turni di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani ad Agrigento e negli altri comuni serviti dalle ditte del Raggruppamento temporaneo di imprese, Iseda, Sea e Seap.

La criticità, così come si era verificato lo scorso mese di agosto, è la conseguenza dell’alto numero di mezzi che conferiscono i rifiuti nella discarica di contrada Materano fra Siculiana e Montallegro, un numero aumentato proprio nei giorni scorsi, dopo la chiusura dell’impianto di Messina.

Le imprese Rti hanno già informato della problematica il Comune di Agrigento e tutti gli uffici preposti. “Gli autocompattatori in servizio presso tutti i comuni da noi serviti,  compreso quello di Agrigento – spiega l’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi – effettuano in questi giorni lunghi turni di attesa fuori dai cancelli della discarica di Siculiana con lo sforamento del normale orario di lavoro e con il serio rischio di non potere conferire i nostri rifiuti per  raggiunto limite di tolleranza giornaliera dell’impianto che chiude intorno alle 16”.

Alongi sottolinea come, per contratto, le imprese non possono farsi carico di riconoscere ai propri dipendenti compensi straordinari e per questo si chiede agli Uffici Comunali, di autorizzare il prolungamento dell’orario di lavoro impegnandosi a riconoscere gli straordinari che verranno calcolati a consuntivo.

“In caso contrario – aggiunge – saremo costretti a far rispettare ai nostri dipendenti, il normale orario di lavoro, disponendo che, al termine delle 6 ore contrattuali, gli automezzi che non siano riusciti a conferire in discarica, facciano ritorno in autoparco rinviando il conferimento stesso al giorno successivo. Cosa questa, che comporterebbe un ritardo nell’orario di inizio di raccolta fino al termine delle operazioni di scarico e di ritorno in città.

Appare evidente – conclude Alongi – che questo sistema di raccolta, causerà ben presto un accumulo di ritardi che porterebbe all’impossibilità di completare o addirittura di effettuare il servizio quotidiano di raccolta”.

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