M5s: firme false e clonate, tra “vittime” il genero di Borsellino

M5s: firme false e clonate, tra “vittime” il genero di Borsellino

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Gli ultimi adempimenti prima degli interrogatori degli otto indagati, slittati a fine settimana: gli inquirenti che indagano sulle firme false a sostegno della lista del M5s alle comunali di Palermo del 2012 cercano nuovi spunti e scoprono anche “grandi firme”, tra le sottoscrizioni fasulle. L’ingegnere Fabio Trizzino, marito dell’ex assessore alla Salute della Regione Sicilia, Lucia Borsellino, ha “scoperto” di avere appoggiato i candidati Cinque Stelle, alle elezioni di quattro anni e mezzo fa. Ma lui ha subito detto, agli investigatori della Digos, di avere firmato in realta’ per il referendum sull’acqua pubblica, un anno prima. Dunque anche il genero di Paolo Borsellino, il giudice ucciso dalla mafia, sarebbe una delle vittime del meccanismo messo su per presentare, ad ogni costo, la lista. Analoga scoperta l’hanno fatta un avvocato e un commercialista: nemmeno loro firmarono per la lista ma solo per il referendum del 2011. Trizzino ha spiegato di essere stato avvicinato dal deputato nazionale Riccardo Nuti, uno degli indagati per la questione della lista con le firme ricopiate, e di avergli dato il proprio appoggio per il referendum. Il professionista ha preannunciato anche l’intenzione di costituirsi parte civile. Un avvocato, Alessandro Crociata, e’ pronto ad assistere chi volesse farlo contro il M5s. Oggi intanto il procuratore aggiunto Bernardo Petralia ha ascoltato due ex attivisti pentastellati, Fabio D’Anna e Giuseppe Marchese: il primo ha detto che anche la sua firma fu ricopiata e l’altro ha consegnato le e-mail in cui i candidati si comunicavano vicendevolmente i propri timori per la possibilita’ di non riuscire a presentare le liste.

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