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M5S, presentato Cambiano: “Mi hanno detto vai via, sono rimasto e ci ho creduto, ma non sono un eroe”

Angelo Cambiano presentato in conferenza stampa dal candidato del M5S alla Regione e dal vicepresidente della camera Luigi Di Maio, si presenta ai giornalisti come un fiume in piena. Diversi i temi trattati, di seguito il succo di quanto espresso dall’ex sindaco di Licata:

“La gente è stanca delle promesse fatte in campagna elettorale. Siamo stanchi di veder partire i giovani per lavoro, per non far più ritorno nella nostra terra. Il messaggio che mando è che la rassegnazione non mi appartiene. Non mi rassegno alla malapolitica. Voglio che passi il messaggio di riscatto di questa terra. Quando penso che quando ho ricevuto la proposta di svolgere questo ruolo importante non posso che pensare alla mia esperienza da sindaco di una città di 40 mila abitanti, un’esperienza difficile, che mi mi ha fatto conoscere le problematiche e le grandi difficoltà degli amministratori locali, amministratori che non hanno strumenti per dare risposte ai cittadini. Cittadini di cui non ci si deve ricordare solo in campagna elettorale. La gente è stanca perché è presa in considerazione solo per raggiungere il potere. Una volta raggiunto la gente viene abbandonata”.

Cambiano continua: “Il precariato nella pubblica amministrazione, i lavoratori contrattisti è un problema degli enti locali. A Licata ve ne sono 160, in Sicilia circa 18 mila, lavoratori senza i quali i comuni non riuscirebbero a garantire i servizi essenziali e che sono precari da 25 anni e che attendono la fine dell’anno per la proroga del loro contratto. Qua non si discute di una situazione di fatto, mantenere nel precariato per 25 anni e ricordarse in campagna elettorale promettendo la loro stabilizzazione mortifica la dignità di padri e madri di famiglia che chiedono solo di poter esprimere la loro professionalità. Cosa può fare un governo regionale? Tantissimo.

I posso promettere come gli altri? Io possono promettere impegno. Esternare un’idea e le possibili soluzioni. A questi lavoratori si deve restituire la dignità. E gli enti locali devono garantire la serenità nei servizi. Ho fatto il sindaco nella mia città e continuo a stare in mezzo alla gente, la gente chiede normalità, ad esempio non avere rifiuti per le strade”.

“La normalità di vivere in città decorose, in territori decorosi che riescano a creare opportunità, a fare investimenti. Questa terra si impoverisce non solo per i debiti economico-finanziari, ma anche quando le nostre risorse migliori vadano via. Io ci ho creduto, tutti mi dicevano vai fuori. Io ultimo di tre figli ho deciso di vivere e restare in questa splendida terra. E quando decidi di restare o ti rassegni o dai il contributo per cambiare le cose. Questo è un appello ai tanti giovani che mi hanno contattato in queste settimane. Io sono stato definitivo un eroe, ma sono un semplice ragazzo che ha fatto il proprio dovere”.

“Gli amministratori rappresentano l’avamposto dello Stato nei territori. Molto spesso abbandonati. La gente pensa che il sindaco possa dare lavoro, dare soluzione ai problemi ed è brutto quando devi dire che quella richiesta non può essere esaudita. Gli enti locali devono essere supportati, dare loro la possibilità di non perdere i finanziamenti”.

“La Regione deve mettersi a disposizione degli enti locali e delle comunità per invertire la rotta. I dipendenti regionali sono una grande risorsa, ma sono avviliti e mortificati nel corso degli anni. Un concetto deve essere chiaro: la meritocrazia. Si devono mettere nelle condizioni i lavoratori di esprimere ciò che sanno fare. Un altro dei punti fondamentali è quello di istituire delle giornate di ricevimento per i sindaci e gli amministratori locali. Deve finire quel malcostume secondo il quale un sindaco per parlare con un assessore regionale deve essere accompagnato dal politico di riferimento. Si governa nell’interesse delle comunità, per questo voglio istituire delle giornate di riferimento in maniera che ogni amministratore possa esternare le proprie istanze”.

Di Maio: “Benvenuto a Cambiano, benvenuto a bordo di un movimento che si candida a governare la regione siciliana. La designazione di Angelo vuole significare che stiamo individuando le persone migliori di questa terra. Stiamo presentando una squadra di governo prima delle elezioni significa non dover sottostare a logiche di capobastone. Il movimento ha individuato persone che rispondono a un programma e un modo di concepire la politica. Se hai le mani libere per scegliere i migliori puoi governare questa terra, altrimenti si deve sottostare alle solite logiche che hanno massacrato la Sicilia. E’ una maniera di concepire la politica in modo differente. Sono molto contento di partecipare a questa conferenza, ho capito che Angelo è consapevole che è il gioco di squadra che fa la forza. Mi ha fatto piacere che Angelo abbia accettato di fare il sindaco dei sindaci, sindaci che non se la passano bene. Gli enti locali sono stati usati come bancomat per lo Stato centrale. Invito i sindaci a collaborare per riportare al centro del territorio i servizi alla persona. Oggi i sindaci hanno solo responsabilità e non risorse. Auguri a Giancarlo e ad Angelo, ma anche al resto della squadra. Nelle prossime settimane sarò qui per dare un sostegno. Mi fa piacere che Angelo abbia scelto il futuro”.

Cambiano: “Ho detto sempre che è esistita la latitanza del potere politico che non è riuscita a gestire il tema complesso dell’abusivismo edilizio. Quando si parla di abusivismo edilizio si parla di sentenze della magistratura che vanno rispettate sempre e comunque, ma anche e soprattutto di migliaia di pratiche di sanatorie edilizie, di cittadini illusi da una classe politica che ha fatto passare messaggi distorti e che pagano solamente loro. Tutta la classe politica che ha consentita che questo fenomeno dilagasse è messa ancora sul piedistallo a dire ci penseremo noi, Ho scelto i Cinquestelle perchè ho capito che ci sono i contenuti oltre che l’entusiasmo. Non potevo stare al fianco di coloro che in questi anni hanno lavorato contro di me e che mi hanno sfiduciato. Ho avuto messaggi di gente che appena saputo della mia scelta mi ha esortato a continuare”.

 

 

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