Madre bimbo scomparso nel 1992: “Magistrati indaghino”

Madre bimbo scomparso nel 1992: “Magistrati indaghino”

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“Voglio sapere cosa è accaduto a mio figlio Salvatore, scomparso nel nulla il 31 marzo di 24 anni fa. Mi rivolgo ai magistrati, affinché facciano indagini più approfondite, che non trascurino niente”. Inizia così il nuovo appello lanciato da Carmela La Spina, la madre di Salvatore Colletta, il bambino scomparso da Casteldaccia (PALERMO) nel 1992 insieme con un amichetto, Mariano Farina. Nel video appello, lanciato attraverso l’Adnkronos, Carmela La Spina si rivolge anche “a chi sa qualcosa, perché è sicuro che qualcuno sa e non parla. Si passi una mano sulla coscienza, una volta per sempre, soprattutto davanti a Dio”. Negli anni sono state numerose le segnalazioni arrivate, ma nessuna ha portato a nulla di concreto. Due, in particolare, sono state le piste più battute. La prima è quella mafiosa. Nella zona in cui i due bambini sarebbero stati lasciati, si trovano i ”villini”, cioè le case di alcuni esponenti di Cosa Nostra e, secondo un’ipotesi poi non confermata, i ragazzi potrebbero essere stati involontari testimoni scomodi e per questo eliminati. Un’altra ipotesi, secondo la famiglia la più credibile, è quella dei nomadi, suffragata da alcune testimonianze. Ma anche in questo caso non si hanno elementi di certezza. I familiari dell’altro bambino scomparso, Mariano Farina, dopo la sparizione dei due piccoli, si sono trasferiti negli Stati Uniti e non si sono mai uniti alle ricerche della famiglia Colletta. “Quando scompare un figlio la vita cambia – aggiunge Carmela La Spina, che non si è mai arresa – giorno dopo giorno ti fai domande senza trovare risposte, risposte che solo chi sa ed è a conoscenza di ciò che è successo in tutto questo tempo può dare”. “Nemmeno durante i primi giorni della scomparsa ci sono stati indagini chiare e approfondite e in più naturalmente 24 anni fa non c’erano le tecnologie e gli strumenti che oggi abbiamo a disposizione per le ricerche di persone scomparse ma se tutto fosse stato fatto nel migliore dei modi bloccando tutta la regione Sicilia nel momento in cui arrivavano dozzine di avvistamenti forse le cose oggi sarebbero diverse. Mio figlio sarebbe già a casa e io non dovrei continuare a vivere con le mie domande e i miei punti interrogativi”.

Recentemente il caso e’ stato riaperto e sono stati setacciati i pozzi e le ville (AdnKronos) – Ora la decisione di un nuovo appello, stavolta in video. “Sono la mamma di Salvatore Colletta scomparso il 31 marzo del 1992, da Casteldaccia, assieme a Mariano – dice la donna – Quel giorno è uscito di casa come tutti i giorni e non ha più fatto rientro a casa. Vedendo che non rientrava, ci siamo preoccupati e abbiamo fatto subito le ricerche, ma senza l’aiuto dei Carabinieri perché ci hanno detto che potevano avviare le ricerche solo dopo 48 ore”. E ancora: “In questi anni abbiamo avuto tante segnalazioni con i nomi che, secondo me, è la pista giusta, ma tutte queste segnalazioni non ci hanno portato a nulla, siamo qua per sapere qualcosa”. Recentemente il caso è stato riaperto e si sono setacciati i pozzi e le ville sul lungomare frequentato dai ragazzini. All’epoca dei fatti, in quelle zone abitavano i boss Masino Spadaro, Michele Greco e Filippo Marchese, e sempre lì Bernardo Provenzano teneva i summit con i capimafia per stabilire le strategie di azione. Il sospetto è che Salvatore e Mariano, giocando nei pressi delle ville dei boss, abbiano visto qualcosa che non dovevano vedere. Ad oggi, però, i loro corpi non sono stati trovati e quindi è giusto conservare la speranza che siano ancora vivi. Anche la sorella di Salvatore Colletta, Maria Grazia, lancia un video appello: “Sono la sorella di Salvatore Colletta – dice la ragazza – Sono nata dopo due anni dalla sua scomparsa e io non l’ho mai potuto conoscere. Riesco a vedere il suo volto solo attraverso le fotografie. Oggi voglio fare un appello a lui si mi sta ascoltando, gli voglio dire che a casa, oltre ai suoi fratelli, ci sono anche tre nipotini che lo aspettano e siamo tutti desiderosi di abbracciarlo. Lo aspettiamo tutti”. E si rivolge direttamente a lui: “Si faccia sentire attraverso i Carabinieri o Chi l’ha visto o su Facebook, abbiamo creato dei grupi a nome suo. Anche se non l’ho mai conosciuto, gli voglio sempre bene non voglio più festeggiare un compleanno senza di lui”.

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