Mafia: 18 anni di carcere a allevatore, sarebbe boss Camporeale

Mafia: 18 anni di carcere a allevatore, sarebbe boss Camporeale

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Sarebbe stato il boss Antonino Sciortino a guidare il supermandamento di Camporeale, in cui avrebbe fatto convergere i clan mafiosi di Monreale, Partinico, San Giuseppe Jato, Camporeale, Altofonte, Borgetto, Montelepre e Giardinello. A sostenerlo – scrive il Giornale di Sicilia – e’ il collegio dei giudici della seconda sezione della Corte di Appello di PALERMO, presieduto da Biagio Insacco, che ha ribaltato alcune delle sentenze emesse in primo grado contro i 40 presunti boss e gregari che hanno scelto di essere processati con il rito abbreviato, dopo essere rimasti coinvolti, nel 2013, nelle diverse tranche del blitz Nuovo Mandamento. Sciortino, che nel dicembre del 2014 era stato assolto e tornato libero, adesso e’ stato condannato a 18 anni di reclusione. Ribaltato il verdetto anche per Sergio Damiani, pure lui assolto dal gup e ora condannato (in continuazione) complessivamente ad 11 anni di carcere. In senso opposto e’ stata invece rivista la sentenza per Demetrio Schiro’ e Vincenzo Mule': gli erano stati inflitti 4 mesi in primo grado, mentre ora sono stati del tutto scagionati. Gli imputati rispondevano a vario titolo di mafia, estorsione, detenzione di armi e di droga, furto di bestiame e anche di un omicidio, quello di Giuseppe Billitteri, eliminato col metodo della lupara bianca il 22 marzo del 2012. Sono stati concessi lievi sconti di pena a 14 persone: Salvatore Mule’ e’ stato cosi’ condannato a 17 anni, Giuseppe Lo Voi a 18 anni e 2 mesi, Giuseppe Marfia a 11 anni e 4 mesi, Salvatore Tocco ad 1 anno e 8 mesi, Vincenzo Madonia a 10 anni e 4 mesi, Francesco Vassallo a 10 anni e mezzo, Carmelo La Ciura a 10 anni, Giovanni Rusticano a 7 anni e mezzo, Giovanni Longo a 3 anni e 2 mesi, Sebastiano Bussa a 2 anni e 11 mesi, Baldassare Di Maggio e Pietro Ficarrotta a 7 anni e 2 mesi, mentre Giuseppe Mule’ e’ stato condannato a 8 anni e 2 mesi. Riduzione di pena, da 5 a 4 anni e mezzo, anche per il collaboratore di giustizia Giuseppe Micalizzi che, aveva iniziato a parlare con i magistrati poche settimane dopo il suo arresto. Confermate le altre condanne.

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