Mafia, asse Palermo-Agrigento: mai spezzato storico vincolo fra cosche

Mafia, asse Palermo-Agrigento: mai spezzato storico vincolo fra cosche

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L’operazione antimafia della Polizia di Stato di Palermo: nel mirino i vertici e i fiancheggiatori delle “famiglie” di Agrigento e Porto Empedocle, con 13  13 persone ritenute responsabili dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, illegale detenzione di armi, detenzione di sostanze stupefacenti, è stata eseguita in stretta collaborazione dalle Squadre Mobili di Palermo e Agrigento, ed ha confermato come non si sia mai spezzato lo storico vincolo tra “Cosa Nostra” palermitana e agrigentina, cosi’ come documentato dai summit che si sono svolti nelle campagne agrigentine tra ruderi e appezzamenti di terreno.

Tutto ciò sembra collimare con quanto evidenziato dal colonnello dei carabinieri Carlo Carruzzo durante la conferenza stampa tenuta alcuni giorni fa, dell’operazione che ha portato ad alcuni arresti a Corleone, che comunque non hanno nessuna relazione con l’operazione di oggi: “Nel mandamento di Corleone si è confermata salda la guida di Lo Bue, ma all’interno del gruppo veniva contestato un atteggiamento giudicato estremamente pacifista – ha ricostruito Quindi si contrapponevano due aree, quella provenzaniana e quella più aggressiva legata a Totò Riina e attuata da Giovanni Lizzaffiri, attualmente detenuto, di cui ci si augurava la scarcerazione. Quindi si voleva costituire un nuovo mandamento affiliato alla provincia di Agrigento con cui sono state evidenziate strette relazioni”.

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