Mafia: Banca di Credito Cooperativo “Sen. Pietro Grammatico” posta in amministrazione giudiziaria

Mafia: Banca di Credito Cooperativo “Sen. Pietro Grammatico” posta in amministrazione giudiziaria

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Banca di Credito Cooperativo Senatore Pietro Grammatico

Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo ha eseguito un provvedimento del Tribunale di Trapani che ha disposto l’amministrazione giudiziaria per 6 mesi della Banca di Credito Cooperativo “Sen. Pietro Grammatico” di Paceco.

“Questo strumento, previsto dalla legislazione antimafia, può essere attivato nei confronti di qualsiasi attività economica quando ricorrono sufficienti elementi per ritenere che il libero esercizio dell’impresa agevoli l’attività di persone nei cui confronti è stata applicata una misura di prevenzione o che siano sottoposte a procedimento penale per alcuni gravi reati, tra i quali l’associazione a delinquere di stampo mafioso”, spiegano gli investigatori.

Il decreto è stato emesso su richiesta della Procura della Repubblica di Palermo, in particolare del procuratore capo Francesco Lo Voi, del procuratore aggiunto Bernardo Petralia e del sostituto Francesco Gualtieri, sulla base di elementi investigativi raccolti dal Gico di Palermo.

Ad amministrare la Banca sarà Andrea D’Anna e la società di consulenza Pricewaterhouse. L’istituto di credito ha una sede a Paceco e cinque filiali: a Paceco, Trapani, Dattilo, Napola e Marsala. Sottoposta a ispezioni della Banca d’Italia nel 2010 e nel 2013 la banca ha ignorato o rispettato solo formalmente le raccomandazioni di via Nazionale. Sono stati ignorati, inoltre gli obblighi della normativa antiriciclaggio e le raccomandazioni, provenienti sempre dalla Banca d’Italia sulle concessioni di fidi ed extra-fidi.

Secondo le indagini, condotte dal colonnello Francesco Mazzotta della Guardia di finanza e coordinate dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Bernardo Petralia, la banca subiva l’ingerenza e la presenza costante della famiglia Coppola, legata a cosa nostra. Filippo Coppola, figlio di Gino, è stato condannato dalla Cassazione per mafia. Il fratello Rocco era dipendente e responsabile dell’ufficio rischi.

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