Mafia, blitz “Icaro”: cosche imponevano “pizzo” ad aziende e “miravano” al Rigassificatore

Redazione

Agrigento

Mafia, blitz “Icaro”: cosche imponevano “pizzo” ad aziende e “miravano” al Rigassificatore

di Redazione
Pubblicato il Dic 2, 2015

Imponevano il pizzo alle aziende, soprattutto di calcestruzzo, e in molti casi avrebbero tentato di condizionare una serie di importanti opere, tra cui il rigassificatore di Porto Empedocle in costruzione, e i trasporti con l’isola di Lampedusa. Il racket non avrebbe risparmiato neppure le attività di ristrutturazione di alloggi popolari. Gli arrestati sono accuati di esser resi autori anche di piu’ azioni intimidatorie, finalizzate ad estorcere il pizzo a numerose imprese locali attive nel settore del calcestruzzo.

Le indagini ha accertato che le organizzazioni mafiose tentavano di controllare e condizionare una serie di opere edili tra cui quelle per la costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle in via di realizzazione e le attivita’ di ristrutturazione di alloggi popolari, con interessi anche per i trasporti da e per l’isola di Lampedusa.


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