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Mafia, blitz “The end”: smantellato clan Assinnata, 14 arresti (ft vd)

Questa mattina, alle prime luci dell’alba, nella provincia di Catania, oltre cento Carabinieri hanno dato esecuzione ad un provvedimento restrittivo emesso dal Gip  etneo su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 14 persone per i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione e traffico di droga, ritenute appartenenti al clan Assinnata, articolazione operante nel territorio di Paternò della famiglia catanese di cosa nostra dei Santapaola.

Domenico Assinnata, patriarca dell'omonimo clan. In carcere dall'Aprile 2015

Domenico Assinnata, patriarca dell’omonimo clan. In carcere dall’Aprile 2015

L’indagine ha permesso di ricostruire le dinamiche criminali che regolavano le condotte del gruppo e le modalità di gestione dei proventi illeciti, definirne la struttura, le posizioni di vertice e i ruoli degli affiliati, nonché di ricostruire il volume degli affari illegali nel settore delle estorsioni ai danni di imprenditori edili e di commercianti di Paternò.

Salvatore Assinnata, reso celebre per la dedica durante i festeggiamenti di Santa Barbara

Salvatore Assinnata, reso celebre per la dedica durante i festeggiamenti di Santa Barbara

Tra i soggetti arrestati c’è Salvatore Assinnnata, padre del ragazzo al quale il 3 dicembre 2015, durante i festeggiamenti di Santa Barbara, alcuni portatori dei cerei votivi fecero “l’inchino  everenziale”.  (GUARDA IL VIDEO) https://www.youtube.com/watch?v=j_OPGRD9WWY

Il doppio ‘inchino’ avvenne il 2 dicembre del 2015 a Paternò davanti la casa di un noto esponente del clan Assinnata, mentre era detenuto. A ‘omaggiare’ il boss, che abita vicino al Municipio, sarebbero stati due cerei mentre erano in processione per i festeggiamenti della Patrona Santa Barbara. L’episodio venne registrato, tra le 12.55 e le 13.20, da carabinieri della locale compagnia in servizio.

I portatori eseguirono a turno il classico ‘dondolamento” simulando un inchino riverenziale davanti al figlio del detenuto, dal quale si congedavano con il rituale bacio finale. I due cerei, il giorno dopo, furono ‘fermati’ dal Questore di Catania, Marcello Cardona, che, “su segnalazione del comando provinciale dei carabinieri, e su conforme orientamento del prefetto ha disposto il divieto di partecipare allo svolgimento delle manifestazioni religiose dei due comitati organizzativi” per la durata della festa, anche per la cosiddetta ‘ottava’, del 12 dicembre.

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