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Mafia, blitz “Vultur”: “Mio padre mi disse che l’avevano minacciato, niente funerali da mesi”

Nuova udienza del processo scaturito dall’inchiesta antimafia denominata “Vultur”. In aula la testimonianza del figlio di Bruno Forti, l’imprenditore di una ditta di onoranze funebri che in questo procedimento è l’accusato principale. Dicevamo della deposizione del figlio, Calogero Forti, che seduto davanti ai giudici ha ricostruito la sua versione di quanto sarebbe accaduto al padre.

“Mi disse che subiva dei ricatti, ma non ne ho conoscenza direttal L’agenzia di onoranze funebri di mio padre non fa un fenerale da 7 mesi. I Meli non hanno minacciato me, ma mio padre mi ha detto che avevano minacciato di morte lui. Volevano che pagassimo 500 euro al mese”. Poi Calogero Forti parla degli incendi di veicoli subiti. Da segnalare come proprio nei giorni scorsi una vettura dei Forti sia stata interessata da un incendio che l’ha completamente distrutta.

Ascoltati in aula anche altri due testi, Giuseppe Rappazzo, titolare di un chiosco, e Francesco Morgana che fu coinvolto in un incidente stradale con la figlia di Rosario Meli.

Il processo vede alla sbarra Rosario Meli, 68 anni di Camastra, il figlio Vincenzo Meli, 46 anni di Camastra, Calogero Piombo di 65 anni di Camastra, Calogero Di Caro, 70 anni di Canicattì ed Angelo Prato di 38 anni di Camastra. Nell’inchiesta sono coinvolte altre 7 persone, al momento non raggiunte da alcuna misura cautelare.

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