Mafia, Borsellino: “Contrada? Mio padre si turbò”

Mafia, Borsellino: “Contrada? Mio padre si turbò”

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“Una volta un mio ex fidanzato chiese a mio padre cosa pensasse di Bruno Contrada e lui si turbo’ molto. Ci fece capire che era una persona di cui non si doveva parlare”. Lo ha detto Lucia Borsellino, figlia del magistrato ucciso nel ’92, deponendo al processo per la strage di via D’Amelio in corso a Caltanissetta.

“Dopo la strage di Capaci mio padre usava l’agenda rossa in modo compulsivo. Scriveva costantemente. E si trattava sicuramente di appunti di lavoro e dell’attivita’ frenetica di quei giorni”. Lo ha detto Manfredi Borsellino, figlio del magistrato ucciso dalla mafia nel ’92, deponendo al quarto processo per l’eccidio costato la vita al padre e agli agenti di scorta. Il figlio del giudice si e’ detto certo che nell’agenda, scomparsa dopo la strage dalla borsa in cui il magistrato la custodiva, ci fossero cose importanti. “Mio padre – ha spiegato – dopo la morte di Falcone era consapevole che sarebbe toccato a lui e di essere costantemente in pericolo. Aveva l’esigenza di lasciare tracce scritte. Non poteva metterci in pericolo rivelandoci delle cose”. Borsellino e’ convinto che se l’agenda rossa fosse stata trovata le indagini sulla morte del padre avrebbero avuto una piega diversa.

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