Mafia, c’è un nuovo pentito: può far luce su diversi omicidi

Mafia, c’è un nuovo pentito: può far luce su diversi omicidi

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Dopo quattro anni di carcere – gliene restavano da scontare altri nove – ha deciso di pentirsi. Francesco Chiarello, mafioso di Borgo Vecchio, è diventato un collaboratore di giustizia. Il picciottocresciuto a pane e racket può essere la chiave per decifrare una serie di omicidi. Innanzitutto quello del penalista Enzo Fragalà, massacrato a bastonate sotto il suo studio in via Nicolò Turrisi, la cui matrice mafiosa viene confermata dal neo pentito. Così come quelli di Giuseppe Di Giacomo, uomo forte di Porta Nuova crivellato di colpi per le strade della Zisa e di Davide Romano, picciotto dello stesso rione del neo pentito, ucciso e fatto ritrovare nel bagagliaio di una macchina in via Michele Titone, nella zona di corso Calatafimi.

A proposito di quest’ultimo omicidio: è stato Chiarello, 35 anni, e non un altro recente collaboratore, Danilo Gravagna, a condurre i carabinieri in un magazzino alle spalle del nuovo Palazzo di Giustizia. L’ipotesi inquietante è che potrebbe trattarsi della camera dove Romano sia stato torturato prima di essere ammazzato. Il tutto a pochi metri dagli uffici giudiziari.

Chiarello fu arrestato nel luglio 2011 assieme ad altre nove persone.Non è tutto perché Chiarello è in grado di ricostruire i rapporti economici che legano i mafiosi di Porta Nuova ad imprenditori e costruttori “con i quali guadagnano i soldi”. Ce n’è abbastanza per fare sussurrare a qualcuno che il pentimento di Chiarello nuocerà parecchio a tanti, mafiosi e non.Intanto, ormai da due mesi, Chiarelli e i suoi parenti vivono sotto protezione in una località segreta.