Mafia, commisero tre omicidi: arrestati 8 affiliati al clan Santapaola

Mafia, commisero tre omicidi: arrestati 8 affiliati al clan Santapaola

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Francesco Palermo ucciso nel 2009

Otto provvedimenti restrittivi nei confronti di affiliati alla famiglia Santapaola, risultati mandanti ed esecutori di tre omicidi di mafia, sono stati eseguiti dai carabinieri del comando di Catania. I destinatari sono Orazio Magrì, Rosario Lombardo, Daniele Nizza, Giovanni Privitera (tutti già detenuti per altre accuse), Andrea Luca Nizza (latitante), Salvatore, Agatino e Martino Cristaudo, Eros Salvatore Condorelli. Gli otto arrestati sono ritenuti responsabili dalle forze dell’ordine, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, soppressione di cadavere e detenzione e porto abusivo di armi, reati aggravati dall’aver agito al fine di agevolare il sodalizio d’appartenenza. Le indagini hanno permesso di ricostruire la genesi e il movente di tre omicidi commessi a Catania tra il 2006 e il 2011. I morti sono: Francesco Palermo (ucciso il 27 settembre 2009) e Lorenzo Saitta e Giuseppe Antonino Rizzotto, vittime di lupara bianca il 6 dicembre 2006 e il 14 settembre 2011. A portare all’ordinanza cautelare sono state le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, fra cui Fabrizio Nizza, capo del clan catanese attivo nel quartiere di Librino fino alla data del suo arresto (l’8 febbraio 2012), e Davide Seminara, uomo di fiducia di Nizza.

Daniele Nizza, fratello del collaboratore di giustizia, e Rosario Lombardo, entrambi ritenuti uomini d’onore della famiglia Santapaola, sono stati arrestati per l’omicidio di Francesco Palermo. Palermo fu ucciso per vendetta, in quanto ritenuto l’autore dell’omicidio di Giuseppe Vinciguerra (cugino di Orazio Magrì), ammazzato il 7 aprile 2009. Nizza e Lombardo sono accusati di aver aiutato Orazio Magrì (già raggiunto in precedenza da provvedimento restrittivo insieme ai mandanti, Santo La Causa e Carmelo Puglisi) nell’esecuzione materiale del delitto e di aver eseguito degli appostamenti per individuare le abitudini e i movimenti della vittima. Per l’omicidio di Lorenzo Saitta sono accusati Daniele Nizza quale mandante e Andrea Luca Nizza, tuttora latitante, quale esecutore materiale. L’omicidio fu commesso per ‘dare un segnale’ al cugino di Saitta, soprannominato ‘Salvuccio ‘u scheletro’ che aveva minacciato, una volta uscito dal carcere, di uccidere cinque dei sei fratelli Nizza. Per l’omicidio di Giuseppe Antonino Rizzotto è stato arrestato, quale esecutore materiale, Orazio Magrì. Sono ritenuti colpevoli anche Agatino Cristaudo, suo fratello Salvatore e Giovanni Privitera, per il delitto di sottrazione di cadavere. I due hanno seppellito il corpo in un luogo sconosciuto. L’omicidio venne compiuto a causa dei contrasti sorti tra il gruppo Nizza e gli Ercolano, per ottenere la supremazia in seno al clan Santapaola. Sono stati raggiunti da provvedimenti restrittivi per associazione a delinquere di tipo mafioso anche Eros Salvatore Condorelli, cognato del latitante Andrea Nizza, e Martino Cristaudo, fratello di Agatino e Salvatore Cristaudo.

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