Mafia, condanna a 4 anni per imprenditore di Canicattì

Mafia, condanna a 4 anni per imprenditore di Canicattì

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Sentenza, ieri pomeriggio, per due imprenditori ritenuti organici, dalla Dda, a Cosa Nostra. Quattro anni di carcere sono stati inflitti al canicattinese Diego Gioia, 30 anni, mentre l’altro imprenditore coinvolto nella vicenda, Antonio Di Gioia, 35 anni, è stato assolto. L’accusa, rappresentata dal pm Giuseppe Fici, aveva chiesto 8 anni di reclusione per entrambi, in quanto li riteneva responsabili di avere curato la trasmissione di comunicazioni e pizzini fra i boss di Cosa nostra della provincia di Agrigento ed i vertici palermitani, essendo i due, sempre secondo l’accusa, a disposizione della famiglia mafiosa di Canicattì. Gli imprenditori sarebbero stati coloro che  avrebbero messo in contatto, veicolando le comunicazioni, l’allora boss latitante Giuseppe Falsone con esponenti di spicco della mafia palermitana e personaggi delle famiglie mafiose di Canicattì.  Al condannato Gioia sono state concesse le attenuanti mentre Di Gioia è stato ritenuto del tutto estraneo alla vicenda. Il processo è la conseguenza di due inchieste (Gotha e Camaleonte) che hanno portato diversi arresti e condanne di affiliati mafiosi e boss delle province di Agrigento e Trapani.

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