Mafia, “Cosa vi ho fatto, picciotti?”: ricordate le ultime parole di Livatino

Mafia, “Cosa vi ho fatto, picciotti?”: ricordate le ultime parole di Livatino

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“Cosa vi ho fatto, picciotti?”. Sono state queste le ultime parole del giudice Rosario Livatino il 21 settembre 1990, quando venne ucciso dalla Stidda. A richiamarle, è stato il Procuratore Generale di Caltanissetta, Sergio Lari, alla cerimonia di commemorazione dei giudici Livatino e Saetta in corso a Caltanissetta alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Lari ha ricordato che Livatino “svolgeva il suo lavoro con entusiasmo. Fino al suo ultimo respiro – ha detto Lari – è stato incapace di maledire coloro che lo privavano della sua vita, manifestò solo il suo stupore. Il magistrato, diceva Livatino, non deve offrire un’immagine austera, ma di persona seria, responsabile comprensiva e umana, capace di condannare e di capire”. Lari ha citato anche la definizione”giudice ragazzino” data dall’allora capo dello Stato Francesco Cossiga ai giovani magistrati. “Lontano dai centri di potete, è stato un modello di magistrato in cui anche noi cerchiamo di riconoscerci. Alla cerimonia è intervenuto anche Maurizio Carbone, segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati, che ha onorato le donne e le uomini che hanno pagato la vita la lotta alla mafia e per la difesa e la legalità. “La memoria del loro impegno – ha evidenziato Carbone – costituiscono ancora oggi un richiamo al senso di responsabilità”.

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