Mafia: dopo 18 anni identificati i killer di Cutè, in carcere due fratelli

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Mafia: dopo 18 anni identificati i killer di Cutè, in carcere due fratelli

di Redazione
Pubblicato il Giu 16, 2018
Mafia: dopo 18 anni identificati i killer di Cutè, in carcere due fratelli

Stava collaborando con la polizia su un caso di omicidio in cui era stato, a suo dire ingiustamente coinvolto il figlio, che fu fermato e poi rilasciato. E’ il movente, ricostruito dalla Procura di Messina, diretta da Maurizio de Lucia, sull’omicidio di Domenico Cutè, ritenuto appartenente al gruppo criminale del rione Giostra, ucciso con tre colpi di fucile, il 25 gennaio del 2000.

L’inchiesta della Procura e le indagini della Squadra mobile hanno portato anche a identificare gli autori del delitto, che sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Sono i fratelli ergastolani Giuseppe e Giovanni ‘Giampiero’ Minardi, accusati di essere il primo il mandante e il secondo l’esecutore materiale dell’omicidio.

Il provvedimento del Gip è stato notificato nelle carceri dove sono già da tempo detenuti, rispettivamente, a Sulmona (Aq) e a Spoleto (Pg).

Agli atti dell’inchieste sono confluite dichiarazioni di collaboratori di giustizia sull’omicidio, contestato ai due fratelli, programmato accuratamente, con una pianificazione perseguita nel tempo nonostante diversi tentativi non fossero andati a buon fine.

Le ragioni dell’omicidio sono da ricercarsi nella violazione, da parte della vittima, del ‘codice mafioso’ che imponeva ‘l’omertà’.

Cutè aveva fatto delle dichiarazioni sull’uccisione del salumiere Giovanni Postorino, assassinato durante una rapina commessa a Messina il 24 gennaio 1994, con lo scopo di scagionare il proprio figlio Antonino Natale, fermato nell’immediatezza del delitto e poi effettivamente rilasciato.

I fratelli Minardi sono ergastolani per diversi omicidi di mafia e ritenuti ai vertici di un gruppo criminale del rione Giostra di Messina.

Le indagini, coordinate dalla Procura distrettuale di Messina, diretta da Maurizio De Lucia, grazie anche alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno permesso di risalire ai due fratelli ritenuti responsabili di aver ordinato ed eseguito materialmente l’omicidio di Cutè, legato da vincoli di parentela diretta con Giuseppe Gatto, detto Puccio, al tempo reggente della famiglia mafiosa che operava nel quartiere Giostra, e luogotenente del boss ergastolano irriducibile Luigi Galli, l’unico dei vecchi boss di Messina a non intraprendere la collaborazione con la giustizia.


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