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Mafia, duro colpo alle cosche, blitz “Orfeo”: 13 persone arrestate (vd)

Alle prime ore del mattino, su delega della Direzione distrettuale antimafia, circa duecento militari del Comando provinciale Carabinieri di Catania, supportati dai reparti specializzati (Compagnia di intervento operativo del XII Battaglione “Sicilia” e Nucleo cinofili), hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania nei confronti di 13 presunti appartenenti alla Famiglia Santapaola-Ercolano e, in particolare, alla frangia operante nel popoloso quartiere catanese di Picanello, ritenuti responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso.

Il provvedimento trae origine da un’indagine condotta dal Nucleo investigativo del comando provinciale di Catania dal marzo del 2013 al dicembre del 2014, periodo in cui i Carabinieri hanno monitorato, con indagini tecniche e di tipo tradizionale, le attività del sodalizio criminale e dei suoi associati, e  proseguita sino al gennaio 2016 con l’acquisizione delle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia a riscontro dell’ipotesi investigativa.

  1. Secondo numerosi pentiti, tra cui Santo La Causa, il “Gruppo di Picanello”, ancora riconducibile ai detenuti Calogero “Carletto” Campanella e ai fratelli Salvatore e Venerando Cristaldi, sarebbe “la roccaforte dei Santapaola”, ovvero la compagine più affidabile e tenuta maggiormente in considerazione da “Nitto” Santapaola in persona; non a caso il primogenito di quest’ultimo, Vincenzo, nel suo periodo in libertà, aveva scelto proprio il quartiere di Picanello per stabilirvi la propria residenza.

    Dalle telecamere piazzate dai carabinieri è emerso che, pochi giorni prima della Pasqua del 2014, come da prassi mafiosa vi è stata la distribuzione, da parte dei vertici dell’organizzazione, di più di 60 uova pasquali agli affiliati al “Gruppo di Picanello” (così come avviene in molte aziende private che, ancor oggi, nei periodi festivi, sono solite distribuire ai propri dipendenti premi o regali in aggiunta alla normale retribuzione).

    Nel corso dell’attività investigativa, a riscontro dei dati che pervenivano dalle attività d’intercettazione, i carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato sei persone, responsabili di detenzione illegale di armi e di notevoli quantitativi di sostanze stupefacenti.

    In particolare, in data 7 aprile 2014, venivano arrestati per detenzione ai fini di spaccio di oltre un chilo di marijuana tre giovani di Niscemi (Cl) giunti a Picanello per rifornirsi dello stupefacente presso il domicilio di uno degli indagati. Il 26 giugno 2014, veniva arrestato Giuseppe Petralia, 37 anni, per detenzione illegale di una pistola e per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, poiché trovato in possesso di gr.50 di cocaina, di un bilancino di precisione e di materiale utile per il confezionamento.

    Il 15 ottobre 2014, i carabinieri arrestavano i suoceri di uno degli indagati per detenzione illegale di armi poiché trovati, a seguito di una perquisizione domiciliare, in possesso di un fucile a canne mozze cal. 16 e di un giubbetto antiproiettile.

    Oltre ai 13 provvedimenti cautelari, tre dei quali notificati in carcere ad altrettanti indagati, è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ad altri 9 indagati tra cui un soggetto accusato di aver ricevuto da un cancelliere della locale Procura notizie segrete sulle indagini in corso.

    In manette sono finiti Marco Battaglia, 48 anni; Davide Battiato, 44 anni; Marco Brischetto, 35 anni; Carmelo Maimone, 53 anni; Michele Panebianco, 54 anni; Corrado Santonocito, 54 anni; Domenico Fabio Scalia, 32 anni; Simone Spampinato, 25 anni; Giovanni Antonino Tosto, 39 anni; Vincenzo Zuccaro, 46 anni. Sono stati, invece, raggiunti dai provvedimenti in carcere, dove si trovavano già detenuti, Lorenzo Pavone, 47 anni; Giuseppe Petralia, 37 anni; e Giuseppe Tringale, 47 anni.

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