Mafia ed estorsioni a Licata, processo “Ouster”: tre condanne e cinque...

Mafia ed estorsioni a Licata, processo “Ouster”: tre condanne e cinque assoluzioni

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In alto da sx: Angelo Occhipinti, Giuseppe Galanti, Pasquale Cardella, tutti condannati; sotto Giuseppe Cardella, Claudio Giuseppe Cardella e Gianluca Vedda, assolti

Tre condanne e cinque assoluzioni: è questo l’esito del processo “Ouster”, un’inchiesta antimafia della Dda di Palermo ed eseguita dalla Polizia di Agrigento a carico di otto esponenti vicini a Cosa nostra ed accusati di estorsioni e intestazione fittizia di alcune imprese a prestanome di mafiosi.

Il Tribunale di Agrigento, poco fa, (presidente Luisa Turco, a latere Francesco Paolo Pizzo e Francesco Gallegra) ha condannato ad 8 anni e 4 mesi di reclusione Pasquale Antonio Cardella di 63 anni, ritenuto dalla Dda “la figura di riferimento di Cosa Nostra a Licata”; 6 anni e 6 mesi per Angelo Occhipinti di 60 anni di Licata; 6 anni a Giuseppe Galanti di 56 anni di Licata.

Assoluzione per Giuseppe Cardella di 34 anni, di Licata, nipote di Pasquale Cardella, e Giuseppe Claudio Cardella 39 anni di Licata, figlio di Pasquale Antonio Cardella, per “non aver commesso il fatto”, Gianluca Vedda 40 anni di Licata e Michele Giorgio 58 anni di Canicattì, perché “il fatto non sussiste”. Per Marcello Bulone 35 anni di Licata, il Tribunale ha emesso sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione.

Il Pubblico ministero della Dda di Palermo, Rita Fulantelli, aveva chiesto 16 anni di reclusione per Pasquale Antonio Cardella; 12 anni per il figlio Giuseppe Claudio Cardella; 12 anni e 6 mesi per Giuseppe Cardella; 6 mesi per l’imprenditore canicattinese Michele Giorgio; 6 anni ciascuno per Giuseppe Galanti e Angelo Occhipinti; 4 anni ciascuno per Marcello Bulone e Gianluca Vedda.

A raccontare tutto, costituendosi parte civile al processo è stato l’imprenditore licatese Francesco Urso che è stato visibilmente sostenuto in tutte le fasi del processo da Confindustria. Confermato l’impianto accusatorio sostenuto dalla Procura che ha indagato in un ambiente molto difficile gravido di minacce e intimidazioni.

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