Mafia ed estorsioni, otto arresti della polizia (video)

Mafia ed estorsioni, otto arresti della polizia (video)

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Francesco Coco, Massimo Di Guardia, Davide Di Marco, Gaetano Di Marco, sotto Alfio Di Primo, Pietro Maccarrone, Giuseppe Scarvaglieri, Pietro Severino

La Polizia di Stato di Catania ha eseguito 8 misure cautelari per associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, con l’aggravante di essere associazione armata. Le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Catania e dal commissariato di Adrano hanno consentito di decapitare i vertici dell’organizzazione mafiosa Scalisi, operante nel comprensorio di Adrano, alleata della famiglia Laudani di Catania.Le indagini, avviate nel mese di maggio 2011 e finite nell’aprile 2012, hanno permesso di monitorare le dinamiche interne alla cosca che aveva subito un duro colpo a seguito dell’operazione di Polizia “Terra Bruciata”, condotta il 29 aprile 2009. Le investigazioni hanno attestato come il boss Giuseppe Scarvaglieri, sebbene detenuto, continuasse a mantenerne la leadership dettando le disposizioni per mantenere il controllo delle attività illecite nel comprensorio adranita. Proprio il boss detenuto aveva maturato un cambio di strategia, preferendo mantenere defilati dalla gestione del sodalizio i propri familiari. Tra i destinatari della misura cautelare figurano Pietro Maccarone, attuale reggente della cosca, ed altri elementi di rango apicale quali Pietro Severino e Francesco Coco, Gaetano Di Marco e Alfio Di Primo. Nel corso delle indagini è stato individuato un tentativo di estorsione in danno di un imprenditore impegnato nei lavori di risistemazione della strada provinciale 231, il quale aveva subito il danneggiamento di un mezzo meccanico di proprietà dell’azienda.

La conferenza stampa di stamani
La conferenza stampa di stamani

Le investigazioni hanno attestato come il boss Giuseppe Scarvaglieri, sebbene detenuto, continuasse a mantenerne la leadership dettando le disposizioni per mantenere il controllo delle attività illecite nel comprensorio adranita. Proprio il boss detenuto – visto che le indagini avevano coinvolto direttamente anche la madre, il fratello e altri congiunti, nonché i soggetti più rappresentativi della consorteria criminale – aveva maturato un cambio di strategia, continua la nota, preferendo mantenere defilati dalla gestione del sodalizio i propri familiari. Per questo motivo aveva designato, quale responsabile operativo, Giuseppe Santangelo – deceduto per cause naturali lo scorso anno il quale, in attesa della scarcerazione, godeva dell’appoggio di altre persone.
Tra i destinatari della misura figurano l’attuale reggente della cosca, e altri elementi di rango apicale. Nel corso delle indagini è stato individuato un tentativo di estorsione ai danni di un imprenditore impegnato nei lavori di risistemazione della S.P. 231, il quale aveva subito il danneggiamento di un mezzo meccanico di proprietà dell’azienda.
Ecco tutti i nomi degli arrestati:Francesco Coco, 38 anni; Massimo Di Guardia, 39 anni; Davide Di Marco, 28 anni; Gaetano Di Marco, 53 anni; sotto Alfio Di Primo, 47 anni; Pietro Maccarrone, 46 anni; Giuseppe Scarvaglieri, 47 anni; Pietro Severino, 58 anni.

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