Mafia, entro fine anno scarcerati alcuni “pezzi da novanta” agrigentini

Mafia, entro fine anno scarcerati alcuni “pezzi da novanta” agrigentini

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A parte Leo Suteura, Il sambucese, l’uomo che dà del tu al superlatitante di Cosa nostra Matteo Messina Denaro, e che come rivelano i pentiti “sta nel cuore del boss di Castelvetrano”, del quale parliamo in un articolo pubblicato sul setitimanale online Grandangolo che potete scaricare facilmente, altri “pezzi da novanta della mafia agrigentina”, infatti, torneranno liberi entro l’anno in corso. Tra questi,spicca il nome dell’imprenditore riberese Giuseppe Capizzi, di 48 anni. Appartenente alla famiglia mafiosa di Ribera, è figlio di Simone, finito all’ergastolo per l’omicidio del maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli, ucciso ad Agrigento nel ’92. Gli investigatori tracciano una mafia in fermento in provincia di Agrigento, dove le faccende più delicate si regolano con la “ragione”, anche se un paio di omicidi avvenuti in questi ultimi mesi, quello di Carmelo Bellavia a Favara, e di Salvatore Terranova a Naro, hanno fatto tornare indietro nei tempi, quando gli sgarri e le vendette si regolavano con il piombo.

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