Mafia, in manette imprenditore antiracket

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In carcere Vincenzo Artale che nel 2006 aveva denunciato il racket del pizzo Palermo, 30 mar. (AdnKronos) – Un altro simbolo dell’antimafia cade nella rete dei magistrati. C’è anche un imprenditore antiracket tra i cinque arrestati all’alba di oggi dai Carabinieri di Trapani che hanno sgominato una banda che usava il cemento depotenziato nella zona di Castellammare del Golfo (Trapani). In carcere è finito Vincenzo Artale, che nel 2006 aveva denunciato di essere stato vittima del pizzo. Ma, secondo quanto hanno accertato gli investigatori, il simbolo dell’antiracket di Alcamo avrebbe fatto affari con i boss della zona, vicini a Matteo Messina Denaro. L’accusa è di tentata estorsione, aggravata dal favoreggiamento a Cosa nostra. L’inchiesta, condotta dai Carabinieri del Comando provinciale di Trapani diretto dal colonnello Stefano Russo, ha evidenziato che il clan capeggiato da Mariano Saracino, il nuovo capo della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo, “favoriva l’imprenditore antiracket”. L’indagine, coordinata dalla Dda di Palermo ha anche svelato come alcuni imprenditori, con pressioni ed intimidazioni, venivano costretti a rifornirsi di cemento dall’imprenditore, che poi si è aggiudicato le forniture più importanti

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