Mafia, Postiglione: “Beni sequestrati diventino alloggi popolari”

Mafia, Postiglione: “Beni sequestrati diventino alloggi popolari”

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‘Se prendiamo i beni tolti ai mafiosi e li diamo come alloggi popolari facciamo un’operazione che e’ un segnale concreto di legalità. Questa e’ legalità concreta, trasmissibile, percepibile. Noi forse, da un destino terribile salviamo tanti ragazzi perchè hanno la possibilità di integrarsi in un territorio che non é completamente nelle mani del gruppo dominante”. Lo ha detto il direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia, Prefetto Umberto Postiglione, parlando con i giornalisti ad Aci Castello, nel catanese, a margine della consegna di 210 beni tra appartamenti e terreni confiscati alla mafia agli amministratori di 24 comuni delle province di Catania, Messina, Ragusa, Agrigento, Caltanissetta ed Enna, avvenuta stamane nello stabilimento balneare ‘Lido dei ciclopi’, anch’essa una struttura confiscata alla mafia. ”Ci sono alcuni disegni di legge che sono stati integrati in una proposta all’esame del Parlamento. Spero – ha aggiunto Postiglione – che si possa tener conto anche dei ragionamenti che abbiamo fatto in questi anni di attività, perchè ho trovato un’agenzia che poteva crescere anche grazie al lavoro dei miei predecessori”. ”Le modalità di assegnazione dei beni – ha proseguito Postiglione – sono state pensate in maniera estremamente legata ai significati della lotta alla mafia: non si possono vendere, devono ospitare attività che in qualche maniera si colleghino al progresso sociale. Tutte cose possibili quando i beni hanno qualche contenuto ma quando cominciamo a parlare di situazioni come quella che ho trovato in provincia di Palermo, con 4mila e rotti beni, alcuni dei quali inutilizzabili, Non si ha una concreta possibilità di collocarli”.

Noi stiamo tentando di fare evolvere questa attività prevista dalla legge – ha continuato – attraverso interpretazioni che sono state condivise e che vengono sostenute e che sono molto apprezzate dagli enti locali. Parlo di un utilizzo sociale con il merito enorme di non creare nuovi quartieri ghetto”. ‘ ‘In un anno – ha aggiunto Postiglione – abbiamo consegnato e restituito alla societa’ civile qualcosa come 3.350 beni, una cifra imponente, che meriterebbe di essere presa in considerazione quando si esprimono facili giudizi, come amano fare anche tanti cultori di professione della legalita”’. ”Oggi – ha concluso – noi siamo con una sorta di pareggio tra i beni acquisiti dallo Stato derivanti dalle misure di prevenzione e i proventi che arrivano allo Stato dai sequestri e dalie confische fatti come sanzioni accessorie nei processi penali”.

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