Mafia: processo al ‘sistema Saguto’, lo Stato parte civile

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Mafia: processo al ‘sistema Saguto’, lo Stato parte civile

di Redazione
Pubblicato il Lug 17, 2017
Mafia: processo al ‘sistema Saguto’, lo Stato parte civile

Il Gup di Caltanissetta Marcello Testaquadra, ha ammesso la costituzione delle parti civili nell’ambito dell’udienza preliminare nei confronti dell’ex presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo Silvana Saguto e di altri 17 imputati, in relazione all’inchiesta sulla gestione dei beni confiscati. Sono stati ammessi la Presidenza del Consiglio dei ministri, il ministero dell’Interno e quello della Giustizia, il Comune di Palermo e alcune aziende che hanno avuto l’amministrazione giudiziaria. Si tratta delle aziende Ingrassia, Rappa, Vetrano, Acanto, Buttitta, Leone e Di Bella. Nella prima udienza l’Avvocatura dello Stato aveva chiesto risarcimenti per danni patrimoniali e d’immagine pari a circa 15 milioni di euro. L’avvocato Lillo Fiorello, difensore di Luca Nivarra, ha avanzato un’eccezione relativa ad un incompetenza territoriale, sostenendo che il Gup di Caltanissetta sarebbe incompatibile a trattare la posizione del suo assistito poiche’ i reati contestati a Nivarra non sono collegabili a quelli che avrebbe commesso il magistrato. Il Gup si e’ riservato di decidere nell’udienza fissata per il prossimo 6 settembre. I reati ipotizzati dalla Procura di Caltanissetta, vanno – a vario titolo – dalla corruzione alla concussione, dalla truffa aggravata al riciclaggio. Gli inquirenti ipotizzano l’esistenza di un vero e proprio “sistema” che ruotava attorno alla ex Presidente delle misure di prevenzione, per le nomine di amministratori giudiziari compiacenti, nella gestione dei beni confiscati alla mafia.


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