Mafia: processo Mori, al via requisitoria “Relazioni pericolose”

Mafia: processo Mori, al via requisitoria “Relazioni pericolose”

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“Le interlocuzioni tra Vito Ciancimino e gli ufficiali del Ros Mario Mori e Giuseppe De Donno erano pericolose, sono sfuggite al controllo della magistratura”. E’ quanto ha sostenuto in aula il sostituto procuratore generale Luigi Patronaggio, che oggi ha iniziato la requisitoria nel processo d’appello contro l’ex capo del Ros Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu. I due ex ufficiali dell’Arma sono accusati di favoreggiamento aggravato a cosa nostra per la vicenda della mancata cattura del boss corleonese Bernardo Provenzano nel 1995. In primo grado i due militari sono stati assolti.

Secondo l’accusa – oggi in aula anche il procuratore generale Roberto Scarpinato – i carabinieri nel 1992 avviarono contatti e incontri “in gran segreto” con Vito Ciancimino, l’ex sindaco mafioso di Palermo, per tentare di mettere un freno alla strategia stragista di Cosa nostra. “Vito Ciancimino disse si’ – ha ricostruito Patronaggio – ma ci volevano coperture istituzionali”. Di questa strategia, pero’, i carabinieri e Mario Mori – ha sostenuto il pg – non informarono l’autorita’ giudiziaria. “Questo e’ un processo che si e’ svolto in un clima di correttezza. Non nascondo la difficolta’ – aveva esordito Patronaggio – di sostenere questo appello e di rappresentare un’accusa in un processo ad alti ufficiali dei carabinieri, persone con cui si e’ personalmente lavorato in passato. Un processo che si presentava oggettivamente difficile, con due imputati che hanno espressamente rinunciato alla prescrizione, e che sono reduci da un’assoluzione di primo grado”. Ma, ha aggiunto Patronaggio parlando degli imputati presenti in aula assieme ai legali Basilio Milio e Enzo Musco, rivolgendosi alla Corte presieduta da Salvatore Di Vitale: “So perfettamente che i giudici provano un certo fastidio quando si trovano di fronte imputati ‘eccellenti’, ma dobbiamo abituarci al fatto che il rispetto della legge e’ superiore al rispetto delle stellette. Il rispetto delle regole, ribadisco, va al di la’ delle stellette”. Il processo e’ stato rinviato all’11 novembre

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