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Mafia, processo “Vultur”, pressioni su elezioni di Camastra, due candidati: “Furono consigli non minacce”

Continua al Tribunale di Agrigento il dibattimento processuale scaturito dall’inchiesta antimafia denominata “Vultur”, inchieste che vede imputati Rosario Meli, 68 anni di Camastra, il figlio Vincenzo Meli, 46 anni di Camastra, Calogero Piombo di 65 anni di Camastra, Calogero Di Caro, 70 anni di Canicattì ed Angelo Prato di 38 anni di Camastra che devono rispondere, a vario titolo, di associazione mafiosa ed estorsione.

Ieri è stata una giornata intensa con la deposizione, nell’aula bunker del carcere di contrada Petrusa, di Salvatore Todaro, operaio, e Carlo Ninfosi, agricoltore. Proprio quest’ultimo ha dichiarato di non essere stato minacciato ma consigliato a non candidarsi alle elezioni comunali di Camastra del 2013. A farlo sarebbe stato Giuseppe Meli, figlio di Rosario, e non coinvolto di in questo processo. Poi è toccato a Todaro deporre: “Giuseppe Meli mi disse ‘chi te lo fa fare’ e anche di ritirarmi perché siamo amici”.

 

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