Mafia, si nascose nell’agrigentino il superlatitante Giovanni Motisi: è tra i primi 3 ricercati d’Italia

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Mafia, si nascose nell’agrigentino il superlatitante Giovanni Motisi: è tra i primi 3 ricercati d’Italia

di Redazione
Pubblicato il Apr 26, 2018
Mafia, si nascose nell’agrigentino il superlatitante  Giovanni Motisi: è tra i primi 3 ricercati d’Italia

Matteo Messina Denaro, Giovanni Motisi e Marco Di Lauro. Sono due mafiosi e un camorrista i primi tre superlatitanti inseriti nella lista dei “most wanted” stilata dal Viminale. Lista che – dopo l’arresto del settembre scorso a Montevideo del ‘ndranghetista Rocco Morabito – comprende anche un quarto e ultimo nome, quello di Attilio Cubeddu: niente mafie per lui ma un ruolo da protagonista nell’Anonima sequestri sarda.

Il piu’ conosciuto, e pericoloso, di tutti resta Messina Denaro, “u siccu”, “il magro”, letteralmente sparito nel nulla nel ’93, l’anno delle bombe a Milano, Firenze e Roma, dopo una vacanza a Forte dei Marmi con i fratelli Graviano: e’ ricercato in campo internazionale – precisa la scheda della Direzione centrale della Polizia criminale – per “associazione di tipo mafioso, omicidio, strage, devastazione, detenzione e porto di materie esplodenti, furto ed altro”. Figlio di Francesco, capo della cosca di Castelvetrano e del relativo mandamento, compie giusto oggi 56 anni ma non deve essere il piu’ felice dei compleanni visto che pochi giorni fa l’ennesimo blitz di polizia e carabinieri gli ha bruciato ancora piu’ terra intorno, decapitando i vertici delle cosche del Trapanese (compresi due cognati) da lui stesso investiti della responsabilita’ di gestire gli “affari di famiglia”.

 

Protagonista di un numero imprecisato di esecuzioni e tra gli organizzatori del sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo – rapito per costringere il padre Santino a ritrattare le rivelazioni sulla strage di Capaci e poi strangolato e sciolto nell’acido dopo 779 giorni di prigionia – Matteo Messina Denaro secondo molti inquirenti non sarebbe il capo di Cosa nostra ma sicuramente continua a rivestire un ruolo di assoluto rilievo: la rivista “Forbes” lo ha incluso tra i dieci latitanti piu’ pericolosi del mondo. Difficile distinguere il vero e il falso in quello che di lui raccontano informatori e pentiti: che, beffando chi lo bracca da anni, vivrebbe in Sicilia, spostandosi di continuo; che si sarebbe sottoposto in Bulgaria (o in Piemonte) a una plastica ai polpastrelli e al viso; che avrebbe seri problemi agli occhi e ai reni, tanto da aver bisogno della dialisi; che godrebbe della protezione dalla ‘ndrangheta.


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