Mafia, strage in un bar: ergastolo a boss Emmanuello

Mafia, strage in un bar: ergastolo a boss Emmanuello

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Verdetto mutato nel processo d’appello bis per i quattro imputati accusati a vario titolo della strage di Vittoria, la sanguinaria esecuzione di cinque persone freddate il 2 gennaio del 1999 al bar Esso. Oggi la Corte d’assise d’appello di Catania ha riformato la sentenza dopo un precedente pronunciamento della Cassazione, annullando l’ergastolo al vittoriese Giovanni Avvento e rideterminato le pene per tre gelesi. Carcere a vita confermato per il boss pluriergastolano Alessandro Emmanuello, capo dell’omomima famiglia mafiosa di Gela, al quale è stato escluso l’isolamento diurno.

Condanne riformate per i due ex luogotenenti della cosca Emmanuello, oggi collaboratori di giustizia che si accusarono della strage, Carmelo Massimo Billizzi e Gianluca Gammino che fecero parte del gruppo di fuoco: ad entrambi sono stati inflitti 12 anni di carcere col riconoscimento dei benefici previsti per i collaboranti, a fronte dei 30 anni comminati nei due processi. La strage di Vittoria venne messa a segno durante uno dei periodi più bui della guerra di mafia in Sicilia. Vero obiettivo del commando era Angelo Mirabella, un esponente del clan Dominante-Carbonaro. Quella sera Mirabella era all’interno del bar Esso quando i sicari spararono all’impazzata, uccidendo non soltanto il boss ma anche alcuni clienti estranei alla mafia, come Claudio Motta, Claudio Nobile, Emanuele Salerno e Salvatore Ottone.

(seguonews.it)

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